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Stop alle multiproprietà nel calcio professionistico italiano: la nota Figc

VICENZA, ITALY - SEPTEMBER 07:  Gabriele Gravina of Italy looks on during the UEFA European Under-21 Championship Qualifier between Italy U21 and Montenegro U21 at Stadio Romeo Menti on September 07, 2021 in Vicenza, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Gravina: "Per Bari e Mantova abbiamo concesso più di due anni e mezzo di tempo per avviare un percorso di cessione di una delle due società"

Mattia Zangari

Stop alle multiproprietà nel mondo del calcio. Nella riunione odierna, il Consiglio federale ha approvato all’unanimità il divieto di qualsiasi partecipazione societaria in più di un club professionistico con l’obbligo di tempestiva dismissione, a pena di decadenza dell’affiliazione, per quelle società che dovessero salire in Lega Pro dalla Serie D. Per i casi esistenti, attraverso una disciplina transitoria, si è dato tempo per la dismissione entro l’inizio della stagione 2024/2025.

"Abbiamo stabilito per il futuro il divieto assoluto di qualsiasi multiproprietà e sancito il principio per gli unici due casi ufficiali esistenti (Bari e Mantova, ndr), concedendo più di due anni e mezzo di tempo per avviare un percorso di cessione di una delle due società", ha detto il presidente della FIGC Gabriele Gravina in conferenza stampa. Prima di dichiararsi fiducioso sulla riforma dei campionati: "Siamo a buon punto, a ottobre faremo un ulteriore approfondimento con le componenti federali".

Dopo aver ricordato calciatori, tecnici e dirigenti scomparsi negli ultimi mesi, aprendo i lavori il presidente federale ha illustrato la creazione del fondo con cui il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri distribuirà al mondo del calcio (dalla Serie A alle categorie dilettantistiche) oltre 56 milioni di euro sotto forma di rimborsi per l’applicazione dei protocolli sanitari. Per favorire la maggiore espressione democratica possibile all’interno di tutte le componenti federali, il Consiglio ha poi votato all’unanimità una modifica ai principi informatori degli Statuti e dei Regolamenti delle Leghe prevedendo la possibilità di richiedere le designazioni per le candidature per gli organi direttivi fissando un numero minimo e un numero massimo che consentano un’ampia partecipazione dell’elettorato passivo.

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