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Rummenigge: “FPF da adattare ai tempi. Superlega? E’ morta, lo dicono i tifosi”

MUNICH, GERMANY - MAY 22: Karl-Heinz Rummenigge, CEO of FC Bayern München reacts after the Bundesliga match between FC Bayern Muenchen and FC Augsburg at Allianz Arena on May 22, 2021 in Munich, Germany. After the Bavarian cabinet decided on first relaxations for outdoor events, the current Corona situation allows FC Bayern to have its last match of the season in front of 250 spectators in the Allianz Arena. Of these, 100 tickets are given to people from the health sector selected by the Ministry of Health. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

L'intervista dell'ex attaccante nerazzurro ad As

Redazione FcInterNews

In una lunga intervista rilasciata ad AsKarl-Heinz Rummenigge parla della situazione economica del calcio a livello internazionale. "Il calcio ha preso una brutta strada al 1995, con la sentenza Bosman - dice - Il fatto che i giocatori possano liberarsi a fine contratto ha provocato una serie di aberrazioni nei salari, nelle commissioni agli agenti e nei costi di trasferimento. Dipende dall'Uefa e dalla Fifa tornare a regolarizzare un mercato fuori controllo. Sono convinto che l'Uefa può e deve trovare degli strumenti per garantire una competizione sana e a condizioni uguali", dice.

Sulle spese del PSG, Rummenigge resta cauto. "Non conosco le cifre, ma intuisco siano aumentate. E' chiaro che l'Uefa seguirà la questione da vicino ma bisogna ricordare che il bilancio che conta per il Fair Play Finanziario sarà quello del giugno 2022, non quello di oggi. Questo dice il regolamento. Sarà allora che vedremo costi e ricavi. Oggi conosciamo solo i costi. Riforma del FPF? Deve essere adattato ai tempi, che sono cambiati drasticamente negli ultimi dieci anni. Spero che i politici siano disposti a garantire un appoggio legale al calcio, cosa che ci serviva in passato".

Si parla anche di Superlega. "Ci sono tre club che mantengono il punto. Non so perché lo fanno ma la Superlega per come è stata organizzata all'inizio è morta. Non lo dico io ma i tifosi di calcio in tutta Europa. La reazione è stata chiara. Senza tenere conto che è stato un atto precipitoso dei presunti fondatori. Sono convinto che si sia deciso di velocizzare la fondazione per fermare gli effetti della pandemia a breve termine. I 250 o 350 milioni di euro a ogni club sarebbero stati una goccia nell'oceano perché alla lunga questo denaro avrebbe peggiorato la situazione economica delle società. Ma l'idea non nasce in aprile, bensì molto prima".

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