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Oldani: “L’Inter è Barella e Bastoni. Conte? Più quello che non ha vinto”

ALBA, ITALY - OCTOBER 13: Chef Davide Oldani attends his showcooking to introduce the truffle-cutter called XFETTA during the International Alba White Truffle Fair on October 13, 2019 in Alba, Italy. (Photo by Giorgio Perottino/Getty Images for Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d' Alba)

Lo chef non rimpiange Lukaku: "La lettera l'ho mollata alla terza riga, tanto mi faceva rabbia. Dzeko? Mi piace"

Christian Liotta

Anche lo chef Davide Oldani, intervistato da La Repubblica - Milano, non nasconde un po' di amarezza nel commentare la situazione dell'Inter. Pur individuando delle carte su cui puntare: "Spero nella rivalsa di chi è rimasto partendo da un settore, la difesa. Per vari motivi. Primo, non è partito nessuno di loro. Secondo, lì sono tutti fortissimi. Terzo, hanno gli attributi anche nello spogliatoio. Starà a loro anzitutto far capire ai nuovi arrivati che non sono solo rimpiazzi di chi se n'è andato, ma che sono entrati a far parte di una storia unica e fantastica". Com'era il fazzoletto dopo l'addio di Romelu Lukaku? "Asciuttissimo: la lettera l'ho mollata alla terza riga, tanto mi faceva rabbia. Intendiamoci, lui si è comportato da professionista, da giocatore proprietà di un procuratore. Ovvio che noi tifosi speravamo in altro, che fosse uomo anche fuori dal campo, oltre che dentro. Speriamo in Nicolò Barella, Lautaro Martinez e Alessandro Bastoni. Loro sì che ci rappresentano, non sono sbruffoni, loro non devono andarsene".

Su Antonio Conte il giudizio non è così positivo come ci si aspetterebbe: "Grande allenatore, ma ha vinto uno scudetto, niente altro. Voglio dire, l'anno prima scudetto perso per un punto ed Europa League persa in finale. Insomma, è più quello che non ha vinto che quello che ha vinto. Per cortesia, non citiamo neppure José Mourinho o Helenio Herrera, loro sì erano vincenti. Simone Inzaghi è un dubbio, per ora. Certo, è di bella presenza, esperienza e grinta le ha: deve lavorare sull'orgoglio di chi è restato e di chi è arrivato". Parere favorevole su Edin Dzeko: "Mi piace. Ero un po' così anche io quando giocavo: 187 per 76, alto, bella stazza, però al contempo veloce, trascinatore, senso del gol".

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