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La Russa lancia l’idea dei due stadi a Milano: “San Siro per i grandi eventi”

MILAN, ITALY - MAY 23: General view outside the stadium as FC Internazionale fans celebrate winning the title as the team bus arrives prior to the Serie A match between FC Internazionale Milano and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on May 23, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors (Photo by Mattia Ozbot/Getty Images)

Il senatore di Fratelli d'Italia: "Due stadi vicini sono la regola nelle grandi città"

Christian Liotta

Intervenuto nel corso della conferenza stampa organizzata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia a Palazzo Marino, dal titolo: "Stadio San Siro, la terza via: ipotesi due stadi”, il senatore Ignazio La Russa lancia l'idea del doppio impianto per il capoluogo lombardo: "Ci siamo posti il problema se fosse giusto o meno abbattere lo stadio di San Siro che è emblema non solo del calcio ma anche di Milano nel mondo. Quindi, è giusto abbattere San Siro? Ed è giusto volere un nuovo stadio? La risposta a questa seconda domanda è sì: il Comune non decide mai nulla, lascia che gli eventi accadono. Invece noi abbiamo le idee chiare: vogliamo il nuovo stadio, lo vogliamo esattamente con la cubatura prevista dalle società, quindi con accoglimento integrale della volumetria richiesta".

La Russa sottolinea inoltre che l'abbattimento del Meazza avrebbe un costo di 50 milioni di euro, "con un danno ambientale inestimabile oltre a quello economico, ed un notevole disagio per i cittadini; anche Lega e Forza Italia danno indizi di essere d’accordo con il nostro progetto". Il senatore ha poi spiegato che sono circa 5 milioni all’anno i costi di gestione dello stadio e che quindi dal mancato abbattimento verrebbero così assorbiti per i prossimi 10 anni. Da qui la proposta: "Dopo 10 anni Comune e società potrebbero poi mettersi attorno un tavolo e decidere cosa fare. Magari destinando la struttura ai grandi eventi: due stadi vicini sono la regola nelle grandi città".

(Fonte: Calcioefinanza.it)

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