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La Figc studia la riforma dei campionati: ecco i pilastri di Gravina

ROME, ITALY - JULY 12: FIGC president Gabriele Gravina delivers a speech during the meeting between President of Italy Sergio Mattarella and the Italian national football team after their July 11 win against England in the Euro 2020 championship finals on July 12, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Il piano per la riduzione del numero di squadre professionistiche

Niccolò Anfosso

Si avvicina il momento storico per cambiare il calcio. Nelle segrete stanze della Figc si ragiona da diverso tempo sul mutamento delle categorie professionistiche entro la stagione 2023/2024. Serie di élite e meno professionismo per dare maggiore stabilità al movimento: ecco i due pilastri attorno ai quali si struttura la riforma di ipotesi dei campionati avanzata da Gabriele Gravina, presidente della FIGC. L’ultima bozza, come riportano i colleghi di Calcio e Finanza, prevede una complessa riorganizzazione del calcio italiano che dovrebbe concludersi nella stagione 2023/2024.

Il piano prevede un ridimensionamento del calcio professionistico, che passerebbe da 100 a 60 club, rafforzando la tenuta economica del sistema. La Lega Pro cesserebbe di esistere e verrebbe scissa in due campionati: Serie C Elite e Serie C. Il professionismo coprirebbe quindi Serie A, Serie B e Serie C Elite, tre campionati composti da 20 squadre ciascuno.

Le restanti 40 squadre di Lega Pro andrebbero a formare la nuova Serie C, composta da due gironi da 20 club e appartenente alla nuova categoria del semiprofessionismo. Nella medesima area confluirebbe anche la neonata Serie D Elite, un campionato da 54 società suddivise in tre gironi. La Serie D rimarrebbe invece nella futura categoria dilettanti nazionali che includerebbe 144 club ripartiti in 8 gironi con 18 partecipanti.

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