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Infantino: “Giusti i Mondiali ogni 4 anni? La FIFA deve modernizzare il calcio”

JERUSALEM, ISRAEL - OCTOBER 12: Fifa President Gianni Infantino speaks at Jerusalem Post's annual conference on October 12, 2021 in Jerusalem, Israel. The conference featured officials, diplomats and business leaders discussing the health, economic and security challenges facing Israel.  (Photo by Amir Levy/Getty Images)

Il presidente della Fifa tra Paolo Rossi, proposta del Mondiale biennale e qualificazione dell'Italia in ballo a Qatar 2022

Egle Patané

Il mancato ricordo di Paolo Rossi durante la cerimonia del Pallone d'Oro ha fatto non poco scalpore, una caduta di stile alla quale la Fifa ha posto rimedio. Alla cerimonia organizzata dal Museo della Fifa a Zurigo in onore allo storico campione del Mondo '82, non è mancato il numero uno della Federazione internazionale di calcio Gianni Infantino, che su Pablito ha espresso parole al miele: "Paolo faceva parte della tua vita anche se non lo conoscevi. Per me è stato il calciatore italiano che ha avuto il più grande impatto sull’orgoglio di essere italiani" riporta Tuttosport

Sull’intitolazione dello stadio Olimpico alla leggenda azzurra:

"Paolo è stato veramente uno dei più grandi, se non il più grande calciatore italiano di tutti i tempi. In quel Mondiale, quello del 1982, sicuramente lo è stato, ma in generale in tutta la sua carriera. Anche dal punto di vista umano è una persona speciale: merita i più grandi riconoscimenti e lo stadio Olimpico, che è lo stadio principale in Italia, come dovrebbe chiamarsi se non Paolo Rossi?".

Sulla proposta Mondiale biennale: 

"Il 20 dicembre avremo un summit con tutte e duecento le federazioni mondiali. La proposta non è solamente il Mondiale ogni due anni, ma si parla anche di calcio femminile e di giovanili, del calendario internazionale e delle interruzioni dei campionati. È un tema ovviamente che va discusso: siamo in piena fase di consultazione, ci sono pareri contrari, ci sono pareri favorevoli, dipenda da che parte si guarda. Quello che faremo sarà presentare delle idee e anche gli aspetti economici, cosa che finora non abbiamo fatto, per dimostrare quale può essere l’impatto positivo dell’organizzazione di un nuovo calendario internazionale, di un Mondiale più frequente continuando la discussione e prendendo i commenti di tutti per migliorare il calcio e renderlo maggiormente inclusivo. Oggi sappiamo che il calcio sta andando verso una sorta di disuguaglianza, verso un gruppo sempre più piccolo di élite, sia a livello di club sia a livello di Nazionali. Il ruolo della FIFA deve essere quello di globalizzare e mondializzare il calcio. Vedremo cosa si può fare in questo senso: continuiamo a parlarne, continueremo a farlo anche dopo il 20 di dicembre".

L’Italia rischia di non esserci al prossimo Mondiale a dispetto di formazioni meno qualitative:

"La riflessione può anche essere ribaltata: è giusto che ci sia il Mondiale ogni 4 anni? Perché effettivamente se l’Italia non dovesse qualificarsi per Qatar 2022 resterebbe senza Mondiale per ben 12 anni: non penso che sia molto positivo per un Paese di calcio come l’Italia. Poi ovviamente uno può guardare ai format, alle qualificazioni: chi ha centrato l’accesso alla competizione lo ha meritato nel proprio percorso di qualificazione, quelli che si qualificheranno ai playoff, che sia l’Italia o il Portogallo o chiunque altro, lo avrà meritato. Ai playoff le regole si conoscono già da prima. E poi c’è da dire che in Europa, di 32 Nazionali che partecipano alle qualificazioni, sono 13 a qualificarsi, negli altri continenti sono molte meno. Se si lamentano negli altri continenti evidentemente è perché hanno qualcosa da ridire. Adesso i playoff saranno molto duri per l’Italia, ma anche per gli altri: da presidente della Fifa posso solo dire: vinca il migliore. In ogni caso sono sicuro che il Mondiale in Qatar sarà un grande successo. Le emozioni che abbiamo rivissuto ripercorrendo le grandi imprese del passato, le partite storiche come Italia-Brasile del 1982, solo una cosa ci fanno capire: che sono solo i Mondiali ad accenderle".

Resta l’ombra del Covid, che non è stata ancora del tutto cancellata:

"Ovviamente la situazione globale della pandemia è complessa in questo momento, però diciamo che i report che abbiamo a livello internazionale, con le vaccinazioni in atto, ci rendono ottimisti per i prossimi mesi. Io sono convinto che il prossimo Mondiale, che si terrà a novembre e dicembre in Qatar, sarà veramente il primo grande evento internazionale e mondiale con una grande affluenza di pubblico. Siamo ottimisti".

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