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Hjulmand: “Eriksen? Momento potente. Vi racconto l’abbraccio di Lukaku”

LONDON, ENGLAND - JULY 07: Kasper Hjulmand, Head Coach of Denmark looks dejected during the UEFA Euro 2020 Championship Semi-final match between England and Denmark at Wembley Stadium on July 07, 2021 in London, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Il ct della Danimarca ricorda l'episodio del 12 giugno scorso: "Nessuno di noi ricorda cosa è successo nel secondo tempo, non eravamo in noi stessi"

Mattia Zangari

Intervistato da TV 2, Kasper Hjulmand, ct della Danimarca, ha scelto undici istantanee per raccontare un anno calcistico ricco di emozioni intense che lo accompagneranno per tutta la vita. Tra queste, inevitabilmente, lo scatto di quel tremendo pomeriggio del 12 giugno vissuto al Parken di Copenaghen, la gara in cui Christian Eriksen venne colto malore nel match di Euro 2020 contro la Finlandia: "Lo sento ancora nel profondo, ci sono state molte cose da affrontare - racconta il selezionatore ripensando a quel momento  -. I miei pensieri erano con Christian e la sua famiglia, ma avevo anche bisogno di pensare a come potevo aiutare a livello umano. Avevamo uno psicologo nello staff, ma io ero il leader che doveva assicurarsi di superare quel momento senza troppe cicatrici sull'anima. Questo era il mio grande obiettivo. Era una situazione selvaggia in cui trovarsi e ci è stato persino chiesto di continuare a giocare dopo quell'esperienza E' stato un momento forte in cui abbiamo dovuto raccogliere i cocci e vedere se saremmo riusciti a giocare il resto della partita. Ci siamo guardati negli occhi dicendoci di fare del nostro meglio, è stato un momento potente. Abbiamo percepito gli spettatori danesi e finlandesi, ma non credo che nessuno di noi ricordi il secondo tempo, non eravamo in noi stessi".

Dopo quell'episodio, Hjulmand ha ricevuto tanto sostegno dal mondo del calcio, uno l'ha colpito in modo particolare: "Ho ricevuto un grande abbraccio da Romelu dopo la partita (Belgio-Danimarca ndr). Romelu si è comportato e ha comunicato con grande dignità, rispetto e grande umanità. È qualcosa che lo caratterizza e lo stimo molto sia come giocatore che come essere umano. E' un ragazzone, una brava persona, con una grande personalità".

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