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Gravina: “Club di A vogliono lasciare la Figc? Nascondono le loro incapacità”

MILAN, ITALY - OCTOBER 06: President of FIGC Gabriele Gravina attends the conference for the presentation of the Giulio Campanati international award at Casa Azzurri on October 06, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Vincenzo Lombardo/Getty Images)

Le parole del presidente federale in un convegno organizzato da Rcs Academy

Redazione FcInterNews

Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, è stato tra gli ospiti del convegno organizzato questa mattina da Rcs Academy Business School denominato Sport Industry. "Credo che il calcio italiano abbia bisogno di una rivoluzione culturale - è l'incipit del presidente federale -. Ha bisogno di un cambiamento che fa paura, che purtroppo non viene accettato e condiviso da diversi anni. E' diventato un'esigenza che io ho raccolto nel concetto di rivoluzione culturale. Va cambiata la visuale, il modo di intendere il calcio sia come impatto sociale che come elemento di grande capacità legata alla sua multidimensionalità, non dimenticando la dimensione economica che ci fa diventare una delle industrie più importanti del Paese. La riforma passa da due concetti fondamentali: sostenibilità e stabilità. Oggi il mondo del calcio ha delle fibrillazioni costanti per promozioni e retrocessioni, ha un eccessivo numero di società professionistiche. Tutti sono preoccupati non tanto per la promozione ma a difendere quel che hanno. In Serie B abbiamo il 40% di società che cambiano all'interno del sistema. Su quattro società che retrocedono, in un anno o due, tre falliscono. Serve un nuovo format. Non credo il tema sia legato a una riduzione ma a una nuova concezione di intendere i nuovi livelli di professionismo e dilettantismo. Bisogna incidere sulla nuova figura del lavoratore sportivo. Il nostro compito nel mettere insieme le idee per la riforma del calcio e dei campionati potrebbe essere agevolato con questa figura, soprattutto se ci fosse un apprendistato. Non possiamo puntare solo ai ricavi senza tenere sotto controllo i costi".

Al presidente Gravina viene sottoposta una domanda che riguarda le voci secondo cui due club di Serie A vorrebbero uscire dalla Federcalcio. "Reagisco con un sorriso che copre un senso di amarezza legata all'incapacità di qualche soggetto nel fare proposte progettuali differenti rispetto alla semplice ricerca di una foglia di fico che copre proprie incapacità e responsabilità - dice Gravina -. Sorrido perché non si conoscono le regole del nostro sistema, per cui bisognerebbe studiare un po' di più. Se il sistema auspicato è il modello Premier, io dico 'magari'. Se dovessero approfondire il discorso scoprirebbero che la Federazione inglese ha diritto di veto su tutto quando si riunisce la Premier. Se l'idea è essere commissariati basta far richiesta. Vogliamo cambiare il mondo del calcio e mi stupisce come a livello di intelligenza qualcuno possa convincere gli altri 18 club di A che la Figc è il blocco allo sviluppo della Lega. La Lega ha mai fatto una proposta concreta? La proposta è rimanere come si è senza alcuna valorizzazione? Io credo che la situazione richieda una capacità diversa nel riconoscere i propri errori e cambiare la Lega Serie A. Sono molto preoccupato quando sento parlare di riunioni informali e del fatto che in queste riunioni informali poi si continui a parlare di rapporti negativi con la Federcalcio. Noi non saremmo felici se la Serie A dovesse migliorare il posizionamento sul mercato? Se qualcuno ha perso capacità di esercizio del potere in Federazione e spera di agire offuscando quel che accade in altre situazioni, questo mi amareggia ma rispondo solo con un sorriso".

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