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Gavillucci: “Quanto accaduto in Inter-Juve ce lo porteremo avanti tutto l’anno”

TURIN, ITALY - NOVEMBER 26:referee Claudio Gavillucci during the Serie A match between Juventus and FC Crotone at Allianz Stadium on November 26, 2017 in Turin, Italy.  (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Le considerazioni dell'ex arbitro sul momento delicato dei fischietti nostrani

Alessandro Cavasinni

Intervenuto sulle frequenze di Radio Punto Nuovo, l'ex arbitro Claudio Gavillucci ha commentato il momento tutt'altro che brillante dei fischietti italiani. "Qualcuno nell’AIA potrà pensare che porto sfortuna, ma l’esperienza mi diceva che dopo il precedente di Inter-Juventus senza una presa di posizione sarebbe stato difficile tornare indietro. Inter-Juve è la partita, e tutto ciò che accade in quella partita non può che essere preso ad esempio - ha sottolineato l'ex giacchetta nera -. Se quanto accaduto ad Alex Sandro viene considerato un chiaro ed evidente errore, l’episodio di Pellegrini in Roma-Milan non può essere considerato diversamente, ed ormai tutto questo ce lo porteremo avanti fino alla fine del campionato. Sull’uniformità: è la cosa più importante e difficile da ricercare per un arbitro, e lo è ancora di più in un campionato. Forse, non ci arriveremo mai perché siamo umani e vediamo gli episodi in campo in maniera soggettiva. Ma una maggiore uniformità si può avere sicuramente con l’intervento della tecnologia".

Nello specifico: "Maresca ha deciso soggettivamente che quello tra Ibrahimovic ed Ibañez fosse calcio di rigore. C’è stato un errore soggettivo, ma oggettivamente quello è un intervento da parte della tecnologia che non doveva avvenire, come non doveva avvenire a Milano. L’intensità del contatto non può essere valutata al monitor. Rigorini? Come il danno procurato lo cancellerei dal vocabolario del calcio. Riprenderei le parole di Boskov: rigore è quando arbitro fischia. Sono parole passate alla storia perché spiegano la centralità dell’arbitro. Il calcio è un gioco di contatto e la VAR è stata introdotta per evitare i chiari ed evidenti errori, non per prendere le decisioni migliori. Mandare il designatore o chi per lui in TV a spiegare un errore una tantum non può risolvere un problema. Ci deve essere un lavoro strutturato che giorno dopo giorno costruisca uno strumento migliore, che può fare solo del bene al sistema calcio. Se rimaniamo inermi facciamo perdere credibilità all’intero sistema".

(Fonte: 100x100napoli.it)

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