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Emerson: “Lukaku mostruoso. Scudetto? Dall’Inter all’Atalanta: tante candidate”

FLORENCE, ITALY - JUNE 03: Emerson Palmieri of Italy speaks with the media during a press conference at Coverciano on June 03, 2021 in Florence, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Le dichiarazioni dell'esterno della Nazionale e del Lione intervistato dalla Gazzetta dello Sport

Alessandro Cavasinni

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Emerson Palmieri ha parlato anche di Serie A e della possibilità sfumata di tornare in Italia in estate.

È stato più emozionante vincere l’Europeo con l’Italia o la Champions con il Chelsea?

"Esperienze incredibili, ma l’Europeo è più intenso perché vinci per un Paese intero".

Quattro anni fa, ci mise un po’ prima di accettare la convocazione dell’Italia.

"È normale che inizialmente il mio sogno fosse di giocare per il Brasile dove sono nato e cresciuto. A Roma però mi sono sentito a casa, grazie alla squadra, ai tifosi, alla città. L’Italia ha accolto me e la mia famiglia a braccia aperte. Mi sono preso un po’ di tempo, ma alla fine mi sono sentito italiano. È stata la scelta giusta".

Come passare dal Chelsea al Lione, anche se prima l’ha cercata il Napoli di Spalletti.

"Dopo l’Europeo volevo giocare con continuità, sentirmi importante. Al Chelsea avevo poco spazio e Mancini mi ha detto che ai miei livelli si deve stare sempre in campo. Ho parlato con Spalletti e dato il mio accordo al Napoli. Non so perché non si è fatto. Il Lione mi ha presentato un bel progetto e in due o tre giorni ho deciso. Credo di aver fatto un’altra scelta giusta. C’è un gruppo giovane e unito. E i brasiliani Paquetà, Guimaraes, Mendes, Henrique mi hanno aiutato ad ambientarmi subito".

Consigli alla Juve per battere il Chelsea?

(sorride) "Sono sotto contratto con il Chelsea, non posso svelare segreti. Tuchel ha unito il gruppo e portato un’identità di gioco forte. Tutti sanno cosa fare in campo. E poi Lukaku è davvero mostruoso. Nel calcio tutto può succedere, ma sarà dura. Il Chelsea è favorito".

Come è cambiata la Serie A, da quando se n’è andato?

"È il campionato più bello, dopo la Premier. Magari ha perso giocatori di spicco, ma sono arrivati allenatori importanti, da Sarri a Spalletti, a Mourinho. La Juve non domina più ed è difficile fare pronostici. Ci sono tante candidate, dal Milan all’Inter, all’Atalanta".

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