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Di Marzio, Novellino e il Marotta del Venezia: “L’Andreotti di quella stagione”

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - NOVEMBER 28: Giuseppe Marotta of FC Internazionale looks on during the Serie A match between US Sassuolo and FC Internazionale at Mapei Stadium - Città del Tricolore on November 28, 2020 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L'allenatore e il diesse del club lagunare del 1998 ricordano il lavoro fondamentale dell'attuale a.d. Sport dell'Inter

Alessandro Cavasinni

In vista di Venezia-Inter di domani, la Gazzetta dello Sport riporta a galla il legame tra Beppe Marotta, attuale a.d. Sport dei nerazzurri, e il club lagunare, nel quale fu decisivo ai tempi della promozione in Serie A nel 1998 e della salvezza l'anno successivo.

"Senza Beppe non saremmo andati da nessuna parte - dice oggi Walter Novellino, l'allenatore di quel Venezia -. Quella promozione fu una cavalcata. Immaginate voi cosa vuol dire arrivare allo stadio in barca. Per me il pullman è sempre stato un luogo sacro, dove concentrarmi. Ricordo che nel girone di ritorno pareggiammo tre partite consecutive. Non mi davo pace, la situazione era tesa, Marotta riuscì a darmi serenità. L’anno dopo, in A: perdemmo male a San Siro, ero su tutte le furie. Ricordo negli spogliatoi di San Siro, pure Moratti s’impressionò. Marotta mi disse “stai tranquillo, da qui in avanti non perdiamo più”. Aveva ragione lui: delle 7 partite dopo, k.o. solo con il Milan che poi avrebbe vinto lo scudetto".

"Con lui andammo sul sicuro - racconta Gianni Di Marzio, che di quel Venezia era il diesse -. Zamparini avrebbe voluto la Champions per Venezia, pensate quanto gli stava stretta la B. Io e Beppe andammo a casa del presidente. E gli chiedemmo massima libertà sul mercato, ma soprattutto nessuna ingerenza sull’aspetto tecnico. Fu un trucco, quella promozione; io e Marotta capimmo come caricare a molla Zamparini. E lui ci veniva dietro. A fine anno il mio stipendio triplicò: era il bonus per la Serie A. E Beppe fu decisivo. Fu l’Andreotti di quella stagione, fece da cuscinetto tra la presidenza e l’area sportiva con me e Novellino".

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