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De Siervo: “Super League? No, serve migliorare il sistema attuale”

De Siervo: “Super League? No, serve migliorare il sistema attuale”

L'ad della Lega Serie A: "I giocatori che hanno rifiutato i rinnovi hanno creato difficoltà ai propri club"

Christian Liotta

Nel corso del suo intervento per il Social Football Summit, l'ad della Lega Serie A Luigi De Siervo ha commentato il problema, esploso in tutto il suo fragore nell'ultimo calciomercato, dei giocatori free agent che causano danni finanziari ai club: "Più che il miliardo abbondante che è stato perso causa Covid, è stato un grosso problema l'atteggiamento dei giocatori che in un momento di difficoltà si sono girati dall'altra parte e hanno rifiutato i rinnovi lasciando le proprie squadre in difficoltà per andare a guadagnare di più. E per i club non ci sono strumenti per fermare la volontà di giocatori e agenti. Stiamo cercando di rinnovare il contratto collettivo con i calciatori nel quale chiediamo un po' di flessibilità in questo senso, ma stiamo trovando grandi resistenze. I giocatori, che sono dei privilegiati, dovrebbero tenere conto anche dei risultati economici dei propri club".

Nel suo intervento si parla anche di Super League e delle problematiche ad esso connesse: "In Italia l’analisi Deloitte certifica che una Superlega porterebbe una diminuzione del 30% dei ricavi e sarebbe insostenibile. Soldi che sottraggono investimenti sulle leghe nazionali. C’è anche il problema del calendario, perché c’è una spinta forte delle grandi squadre nel sottrarsi dai campionati nazionali per svolgere più partite internazionali. Peraltro, le 12 squadre firmatarie erano tra le più indebitate e questo è un tema significativo. Non dobbiamo fare una prepotenza, ma migliorare il sistema attuale, implementando la competizione della Champions League e lavorando affinché le squadre che più investono possano essere più soddisfatte. La strada del calcio virtuoso. Le Leghe europee mai come in questo periodo hanno trovato una compattezza nella direzione di concentrarsi sul sistema di regole. Il percorso non può che essere questo. Il fair play finanziario non allenti le sue maglie: lo vedremo nelle prossime finestre di mercato, perché sarà ancora una volta il problema su cui dobbiamo vigilare tutti".

 

(TMW)

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