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Dal Pino: “Calendari affollati, questione evidente e molto preoccupante”

ROME, ITALY - FEBRUARY 22: Lega Serie A President Paolo Dal Pino attends the FIGC Elective Assembly at Cavalieri Waldorf Astoria Hotel on February 21, 2021 in Rome, Italy.  (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Il presidente della Lega Serie A sugli stadi al 100%: "Aspettare oltre 15 giorni sarebbe un'assurdità"

Christian Liotta

A margine del suo intervento al Festival dello Sport di Trento, il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino è tornato ad auspicare quanto prima la riapertura degli stadi al 100%: "Il 75% dei tifosi negli stadi è un passo importante verso la normalità, anche se non capiamo perché in altri contesti, al chiuso, ci sia una capienza al 100%. Ma Valentina Vezzali ha parlato di novità entro una 15ina di giorni e se questo fosse, beh, sarebbe una progressione accettabile che ci porterebbe al pari degli altri campionati anche se in ritardo, visto che loro stanno incassando il 100% dei proventi provenienti dalla vendita dei biglietti già da inizio stagione. Noi abbiamo chiesto il 100% dei tifosi già da luglio, col green pass. Detto questo, va bene che sia al più presto, oltre 15 giorni sarebbe veramente assurdo anche perché parliamo di un sistema che economicamente sta soffrendo davvero molto. La nostra è un'industria molto importante, sia per l'impatto economico ma anche per quello sociale. E la comprensione di certi fenomeni è fondamentale".

Dal Pino parla anche della questione dei calendari troppo compressi, sollevata anche ieri da Beppe Marotta: "Sugli orari ci sono dei regolamenti e quando le partite vengono fissate nel rispetto degli orari e dei regolamenti non si discute, quelli sono. Sull'intensità del calendario, che è ciò che mi importa, dico che l'affollamento di date è evidente ed è molto preoccupante. I club sono già in grande difficoltà e hanno un patrimonio che sono i giocatori. Però poi si trovano con giocatori che sempre più frequentemente vanno a scadenza o ad avere mezza squadra perché i giocatori vanno in Sud America per gli impegni con le nazionali e rientrano in ritardo... I giocatori non possono avere una esposizione superiore al limite fisico perché poi a rimetterci è lo spettacolo. Quanto più crescono le date di competizioni che non sono competizioni di Serie A, tanto più l'audience e gli investimenti attorno al campionato possono diminuire".

 

(Fonte: TMW)

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