Enrico Castellacci, ex responsabile medico della Nazionale italiana e Presidente dei medici sportivi italiani, commenta le ultime vicende legate alla ripresa degli allenamenti in Serie A ai microfoni di TMW Radio: "Per la ripresa la scelta ricade sui vertici mi sembra logico. Il governo va avanti su giudizio medico e ci affidiamo a loro. Il criterio più importante è quello dei virologi e trovo giusto che le istituzioni sportivi, in Giovanni Malagò o Gabriele Gravina, cerchino di dare delle scadenze. Cerchiamo di programmare, ho qualche perplessità pensando a questi tempi rapidi. Riprendere gli allenamenti in anticipo come prospettato, mi sembrava mancanza di buon senso e senso civico. Aspettiamo di capire cosa decide il governo, ma credo si allunghino ulteriormente i tempi. Ma questi giocatori dovranno fare un nuovo ritiro per rifare la preparazione. Come Presidente dei medici sportivi italiani ho mandato una missiva per far comprendere che sarà importante ripetere le visite di idoneità. Per i calciatori che sono stati positivi bisognerà fare dei test supplementari. Abbiamo visto da alcuni esami sui deceduti che possono rimanere delle alterazioni, delle cicatrici, che potrebbero danneggiare l'atleta".

Secondo lei dovrebbe essere propedeutico alla riapertura un test a tappeto del movimento? "Per forza. Abbiamo il pericolo degli asintomatici e spesso lo dimentichiamo. Il pericolo grosso sono loro, perché sono di più di quanto si pensi. Non ci sono solo giocatori, tutto lo staff dove lo mettiamo? A porte chiuse si muovono comunque un centinaio di persone, più i giornalisti. Oggi c'è paura di stare in due o tre, il rischio ci sarà sempre".

Sezione: News / Data: Sab 04 aprile 2020 alle 11:44
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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