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Casiraghi e gli spareggi: “Indimenticabile il gol alla Russia. Ma che stress”

LIVERPOOL, UNITED KINGDOM - JUNE 11: Italy striker Pierluigi Casiraghi (l) is congratulated by Gianfranco Zola after scoring his second and the winning goal against Russia in the 1996 Euro's at Anfield on June 11, 1996 in Liverpool, England.   (Photo by Mike Hewitt/Allsport/Getty Images)

Il ricordo dell'ex centravanti azzurro del playoff per Francia 98: "Posta in palio altissima, per questo i match sono livellati"

Alessandro Cavasinni

Intervistato dalla Gazzetta dello SportPierluigi Casiraghi, eroe dello spareggio contro la Russia nel 1997, parla della Nazionale azzurra e del momento delicato dopo l'apoteosi a Euro 2020.

Casiraghi, se lo ricorda quel gol?

"E come potrei dimenticarlo? Lancio di Albertini, di sinistro tra l’altro, io mi butto dentro e incrocio con il mancino".

Come avevate vissuto quello spareggio per andare al Mondiale? Avvertivate il timore di una catastrofe storica?

"Noi all’andata eravamo riusciti a pareggiare a Mosca. Tra l’altro una partita particolare, giocata sotto la neve, con l’esordio di Gigi Buffon. Fu una gara molto difficile ma portammo a casa il pari. Quindi eravamo abbastanza fiduciosi, però la posta in palio si sente che è molto alta e questi spareggi sono clamorosamente stressanti per tutti. Ecco perché poi questo tipo di partite vengono livellate. Si è visto anche quattro anni fa contro la Svezia. Non sempre la squadra favorita, o quella sulla carta più forte, riesce a giocare tranquilla. Può subentrare un po’ di paura, i valori per certi versi si annullano. Anche se la formula adesso è un po’ cambiata, l’idea dello spareggio ti fa pensare che può succedere di tutto. E infatti può succedere di tutto, come abbiamo scoperto a nostre spese nel 2017".

L’Italia sarà comunque testa di serie.

"Un po’ di timore è giusto averlo. Però guardavo le squadre che vanno ai playoff e credo che siano le altre a dover avere paura dell’Italia. Siamo pur sempre campioni d’Europa".

Lei segnò il gol che portò l’Italia al Mondiale 1998 ma poi non fu convocato. Quanto ci rimase male?

"Ai tempi ho cercato di capire le scelte di Cesare Maldini, però sì, sarei un ipocrita se dicessi che non ci sono rimasto male. Parecchio. Perché tra andare a un Mondiale e non andarci ci passa veramente tanto. Anche essere solo nella lista dei 23, eh, non necessariamente per giocare da titolare. Io ho partecipato al Mondiale negli Stati Uniti nel 1994 ed è stata un’esperienza incredibile, bellissima. Ed è anche per questo che in Qatar ci dobbiamo andare".

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