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Barça, Laporta: “Sempre grati a Messi, ma il club viene prima di tutto”

Barça, Laporta: “Sempre grati a Messi, ma il club viene prima di tutto”

Il presidente blaugrana: "Le regole de La Liga ci impediscono di trattenere il giocatore, quella che era la nostra volontà"

Christian Liotta

All'indomani della decisione di separarsi da Lionel Messi, il presidente del Barcellona Joan Laporta spiega le ragioni del club blaugrana nel corso di una conferenza stampa spiegando le motivazioni che hanno portato alla dolorosa scelta: "Devo dire che i nostri predecessori ci hanno lasciato un'eredità nefasta. Questo fa sì che il monte stipendi rappresenti il 110% rispetto alle entrate del club, non abbiamo margine a livello salariale. La normativa de LaLiga prevede un fair play finanziario che impone dei limiti. Non abbiamo margine. Quando io e il mio staff abbiamo preso il comando del club, i numeri sembravano migliori. Tuttavia, sono di gran lunga peggiori del previsto. Le perdite previste sono molto più grandi, così come il debito più elevato. Il nostro club ha 122 anni di storia e viene prima di qualsiasi giocatore, persino del miglior giocatore del mondo. Saremo per sempre grati a Messi, ma il Barcellona viene prima di tutto il resto. L'unica via possibile sarebbe stata accettare un'operazione (l'arrivo del fondo Cvc, ndr) che non reputiamo per niente interessante, sia per l'importo che per ciò che comporta: ipotecare mezzo secolo dei nostri diritti tv. Voglio precisare che Leo sarebbe voluto restare al Barça, noi stessi lo avremmo voluto e dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno negoziato in queste settimane sia a nome del club che del calciatore. La volontà era comune: andare avanti insieme".

C'è ancora la possibilità che Messi resti?

"Non voglio crearvi false speranze. Il giocatore ha altre proposte e qui c'era un tempo limite, tanto per noi quanto per lui. Tutto ci fa pensare che il tema fair play non si sbloccherà. Leo deve valutare le altre opzioni che ha sul suo tavolo. Abbiamo negoziato per più di due mesi, passando per varie fasi: prima ci siamo accordati su un accordo biennale da pagare in cinque anni, poi su un accordo quinquennale che lui stesso aveva accettato. Messi ha i suoi piani, ma voleva restare al Barça minimo due anni. Tutti ci saremmo voluti godere ancora la sua magia, ma non è andata così. LaLiga ci aveva detto in modo abbastanza convincente che il contratto di 5 anni sarebbe potuto essere la soluzione giusta, ma dopo le ultime analisi che hanno fatto ci hanno fatto sapere che neanche quello sarebbe andato bene".

Come si spiegano i nuovi acquisti in questa situazione delicata?

"I neo-arrivati sono giocatori che hanno accettato determinate condizioni salariali e non possiamo che ringraziarli. Non è neanche paragonabile il tesseramento di uno di questi calciatori a quello che rappresenterebbe Messi in termini di fair play finanziario".

(Fonte: TuttoMercatoWeb)

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