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AIC, Calcagno: “L’apprendistato accompagnerà i ragazzi anche fuori dal calcio”

FLORENCE, ITALY - MARCH 27:  Simone Perrotta () and Umberto Calcagno of AIC attend at Italian Football Federation Federal Council Meeting at Coverciano on March 27, 2017 in Florence, Italy.  (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

"Decreto crescita non molto altro al nostro sistema, le carriere sono più brevi", ha aggiunto

Redazione FcInterNews

Intervistato da TMW Radio, il presidente dell'AIC Umberto Calcagno si è soffermato sull'introduzione dell'apprendistato per i giovani nel mondo del calcio: "Sarà uno strumento in più per il nostro mondo. C'è un aspetto in più che dobbiamo rimarcare: l'apprendistato avrà un percorso anche al di fuori del mondo dello sport, obbligherà i nostri ragazzi che si approcciano a questo mondo a un accompagnamento al di fuori del mondo del calcio. Si creeranno occasioni in più grazie a un costo del lavoro più basso. Ci sarà un piano formativo individuale".

Si vuole contribuire all'introduzione nel mondo lavorativo?

"Far finire il il percorso di studi. Oggi le statistiche ci dicono che le nuove generazioni hanno mediamente una carriera nei professionisti di sette anni. Devono rendersi conto che c'è qualcos'altro al di fuori dello sport, che si presenta alla fine di una carriera".

Gravina ha parlato di un atto rivoluzionario.

"È qualcosa di molto importante perché diventano professionisti a tutti gli effetti, con l'accordo collettivo come tutti gli altri, e avranno questo percorso parallelo, che è anche u percorso di consapevolezza, per sentirsi calciatori molto presto. È rivoluzionario sotto questo punto di vista".

Si sta discutendo del decreto crescita. Qual è la posizione dell'AIC a riguardo?

"Crediamo non sia molto adatto al nostro sistema. Le carriere sono molto più brevi. Un riequilibrio di questa norma sarebbe un passo importante per il nostro mondo. Non scordiamoci che questa norma può essere applicata solo se si rimane per due anni in Italia".

Quale può essere il beneficio dell'apprendistato in termini economici?

"Si paga il 10% di contribuzione e non il 30, e i redditi più bassi ne gioveranno. È un modo che, approcciandosi all'apprendistato, spero apra molto di più alla formazione".

Nelle idee di riformulazione dei calendari sembra si vada comunque verso un format a scapito dei calciatori:

"Ci sono due aspetti fondamentali: dobbiamo preservare i grandi calciatori perché più di un certo numero di partite in un anno non è possibile fargliele disputare; bisogna inoltre preservare l'aspetto sportivo delle competizioni. Maggiori introiti si creano solo con certe competizioni e certe partite, ma dobbiamo fare in modo che l'accesso a quelle competizioni avvenga solo per merito sportivo".

(fonte: TMW)

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