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Venezia, Zanetti: “Inter macchina da guerra, noi proveremo a fare il nostro”

VENICE, ITALY - NOVEMBER 07: Head coach of Venezia Paolo Zanetti salutes head coach of Roma Josè Mourinho prior the Serie A match between Venezia FC v AS Roma at Stadio Pier Luigi Penzo on November 07, 2021 in Venice, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Le parole dell'allenatore dei lagunari intervistato dal Corriere dello Sport

Alessandro Cavasinni

Domani l'Inter torna subito in campo e lo fa a Venezia, contro una squadra che sta stupendo anche grazie al lavoro in panchina di Paolo Zanetti. L'allenatore degli arancioneroverdi ha parlato al Corriere dello Sport.

Domani arriva l’Inter. Che intenzioni avete, Zanetti?

"Guardando gli organici, non dovremmo neppure scendere in campo. Ma per noi è affascinante vivere certe esperienze, che nel lungo periodo ci aiuteranno. Cercheremo di fare la nostra partita, di mantenere la nostra identità, come sempre".

Avete sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Si aspettava di essere così avanti dopo 13 giornate?

"Sono sincero: no. Non era semplice assemblare un gruppo composto da ragazzi che non avevano mai frequentato la Serie A. Di solito serve più tempo. Ma non è finita, per carità. Ci attende un mese di fuoco contro Inter, Atalanta, Juve e Lazio".Anche l’Inter sembra aver bruciato le tappe dopo l’addio di Conte: è in corsa per lo scudetto e ha già passato il girone di Champions.

"Questo non mi stupisce, perché Inzaghi è uno dei migliori allenatori italiani. Simone ha ereditato un gruppo abituato a lavorare ad alta intensità e con la mentalità vincente. L’Inter è una macchina da guerra, segna a raffica".

Siete la squadra che fa più possesso palla nella propria metà campo. Il Venezia esaspera la cosiddetta partenza dal basso.

"È una necessità ma anche una scelta. In B eravamo più dominanti. La necessità in Serie A è imposta dagli avversari che spesso non ti consentono di avanzare. La scelta è sfruttare le caratteristiche dei miei attaccanti, che si esaltano negli spazi: quando attiri i tuoi avversari spingendoli a pressarti, è più facile lanciare le punte".

Okereke ne sa qualcosa: due gol decisivi di fila e +6 in classifica. Dove può arrivare?

"Lontano. Sta scoprendo ora il potenziale di cui dispone. E non ha ancora fatto niente perché per colpi e velocità si procura due o tre palle-gol a partita. In Belgio giocava esterno, io lo preferisco nel mezzo. E mi sembra che stia funzionando".

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