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Tutte le armi di Inzaghi: così l’Inter non resterà orfana di Lukaku

MONZA, ITALY - AUGUST 14: Nicolò Barella of FC Internazionale celebrates with teammates after scoring his team's first goal during the pre-season friendly match between FC Internazionale and Dinamo Kiev at U-Power Stadium on August 14, 2021 in Monza, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L'età media, le conoscenze, la mentalità: come la squadra può puntare di nuovo a vincere

Redazione FcInterNews

Manca ancora un ultimo tassello e sarà fondamentale. Dalle caratteristiche del prescelto, si capirà in che modo la squadra sostituirà Lukaku in attacco, se con un giocatore dalle caratteristiche simili (Zapata), con Lautaro da punta centrale al fianco di una seconda punta tecnica (Correa, Insigne), oppure con un giocatore come Jovic, capace di giocare sia come riferimento offensivo che in appoggio a un altro attaccante.

A prescindere da questa scelta, alcune armi a disposizione di Inzaghi sono chiare e saranno fondamentali a prescindere. Si sono viste nelle amichevoli estive, compresa quella con la Dinamo Kiev. La prima è che la squadra ha una fiducia derivante dal trionfo scudetto. Non è più la rosa di chi, nella maggior parte dei casi, non aveva vinto nulla. Ora ci sono giocatori che hanno alzato un trofeo importante, quello della Serie A, più due campioni d'Europa come Bastoni e Barella e un campione del Sudamerica come Martinez. L'eredità più importante lasciata da Conte è la mentalità da battaglia, quella dei vincenti, desiderosi di portare a casa la vittoria anche nel primo test stagionale contro il Lugano dopo essere stati sotto 2-0.

Un altro vantaggio sarà poter contare su un modulo collaudato. Il 3-5-2 è la base su cui si è lavorato per gli ultimi due anni. Nonostante due perdite pesanti come Hakimi e Lukaku, la rosa non è stata stravolta. I cambiamenti sono stati rilevanti, ma numericamente concisi. Nella formazione titolare contro la Dinamo c'erano solo due volti nuovi, Calhanoglu e Dzeko. Il resto della squadra poggia su elementi che conoscono lo spartito a menadito.

Importante anche il fattore dell'età. Sempre guardando alla squadra che ha superato gli ucraini, solo Handanovic e Dzeko sono considerabili come un po' troppo "esperti" (classe '84 lo sloveno, del'86 il bosniaco). Perisic è un '89 ma è fisicamente un decatleta, gli altri sono tutti elementi nati negli anni '90. Dal trio difensivo titolare fino a Barella o Lautaro, gli assi portanti della squadra possono crescere e maturare ulteriormente. Solo tra le seconde linee c'è qualche giocatore più avanti negli anni, mischiato però a giocatori quali Dimarco o Sensi (nella speranza che riesca a preservarsi dai quali fisici), fino al più giovane Satriano, se resterà.

Sono tutte qualità su cui Inzaghi dovrà poggiare per riuscire a dimenticare presto "Big Rom" Lukaku. E per aprire subito un ciclo vincente successivo a quello di Conte.

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