Il programma 'La Politica nel Pallone' di GR Parlamento riapre i suoi microfoni a Marco Tronchetti Provera, vice presidente esecutivo di Pirelli e noto tifoso dell'Inter, che si esprime a tutto tondo sull'attualità del club nerazzurro e del sistema calcio.

Non ci sentiamo dal giorno del ventunesimo Scudetto, ora l'Inter è in testa con una splendida Lazio che ha fatto l'impresa in casa della Juventus.

"La Lazio prima di tutto gioca un bel calcio, molto efficace. Con la Juve ha fatto una grande partita, il risultato non è clamoroso se si guarda la partita".

Dica la verità, la crisi della Juventus non le dispiace. Un po' è contento...

"No, a me piace un campionato dove ci sia competizione. Mi piace batterla sul campo la Juventus, poi è una squadra che potenzialmente è forte, con buoni giocatori. Ancora non è riuscita a farli diventare squadra nel vero senso della parola".

Si preannuncia un campionato molto equilibrato.

"Sì, è un campionato dove tante squadre per fortuna giocano bene. Non c'è solo il Como come novità: le romane impressionano per competitività e capacità di esprimere gioco. È un bene anche per far crescere le squadre italiane".

Poi ci sono le novità arbitrali, con le poche interruzioni e il VAR che viene usato poco. Le piace questo calcio più veloce?

"Molto. L'idea che ci sia un calcio più all'inglese, con meno interruzioni, rende le partite più vive. In generale mi piace. Il VAR è un male necessario da gestire bene, poi si possono avere varie opinioni".

Quanto le farebbe paura vedere Conte alla guida della Juventus?

"Noi abbiamo un grande allenatore, la squadra gioca un bel calcio. Se la Juventus torna competitiva con Conte ci divertiremo a battere la Juve di Conte. Questa è la speranza del tifoso, ovviamente".

L'Inter è sempre lassù con la Lazio. Che strane coppie Chivu-Gattuso e Marotta-Lotito.

"Sono strane coppie, sì. Ma mi fa piacere per la Lazio che ha avuto storicamente un buon rapporto con l'Inter, è un bene che ci sia competizione fino alla fine. Da tifoso ci si augura di vincere il campionato il prima possibile, ma il bello del calcio è che tutto resti indeciso fino alla fine".

Inter a vele spiegate in campionato e con le polveri bagnate in Champions, come se lo spiega?

"Certe caratteristiche si vedono anche in campionato. La gestione delle partenze dove basta un errore per fare avvicinare gli avversari che poi segnano. Davanti è fortissima, dietro va messo qualcosa  a posto ma Chivu lo farà. In Europa bisogna avere una difesa molto forte per vincere, si vince prendendo meno gol degli altri, non solo segnando di più".

Mercoledì contro lo Shakhtar Donetsk sarà una sorta di finale, meglio non fare scherzi.

"L'Inter ha ancora delle chance di fare bene in Europa, nulla è compromesso. Diciamo che sono emerse alcune cose da mettere a punto all'inizio della stagione ed è positivo. La reazione di Chivu ci sarà e l'Inter metterà a posto gli schemi in difesa e a centrocampo per garantire maggiore stabilità".

Chivu può diventare un allenatore come Mourinho?

"È un grande allenatore e può diventare grandissimo. Mourinho ha un carattere particolare, imposta la squadra in modo diverso e interviene di più in partita. Ma Chivu diventerà un grande allenatore, ci sono tutte le premesse perché avvenga; nello spogliatoio dimostra di essere estremamente efficace. È nel cuore dei tifosi interisti come Mourinho, è un bel presente che può diventare un bellissimo futuro".

Mourinho però resta sempre lo Special One.

"Lo è. Ha preso una squadra in una situazione difficile, sta dandole una personalità forte e ha dei grandi giocatori. E lui è un grande allenatore".

Anche perché a Madrid ha giocatori di qualità a partire dal centravanti.

"Può fare molto bene in Europa, difficilissima da battere. Dobbiamo batterla se verrà a giocare a Milano".

Su Mancini CT della Nazionale.

"Sta offrendo un calcio efficace, mostrando le sue qualità. Ha dato responsabilità a giovani che sta facendo bene, è una bella Italia che dopo un inizio difficile sta mostrando un bel calcio".

Quanto le piace Fabregas?

"È bravo, vedere giocare il Como vedendo da dove era partito è divertente. Gioca un bel calcio, la squadra è impostata bene e ha buoni giocatori, non solo Nico Paz che è straordinario. Ha messo una bella squadra".

Stankovic è un nome che evoca bei ricordi, oggi c'è Aleksandar che sembra un clone del papà. Poi c'è Filip che ha fatto miracoli ieri col Venezia. Vederli insieme all'Inter come i fratelli Esposito non sarebbe male.

"Da tifoso nerazzurro sarei felicissimo, poi sta alla società fare le sue scelte. Però sono quattro talenti, averli insieme sarebbe bellissimo".

Le fa paura il Milan? Nel derby non ci sarà Lautaro.

"Il Milan è competitivo, sta crescendo; è candidato allo Scudetto. La mancanza di Lautaro si sente, però l'Inter ha un attacco più completo, si è visto anche a Bologna. Thuram è in forma strepitosa, Pio Esposito non è una sorpresa e Bonny sta giocando un ottimo calcio. Poi c'è anche Diouf... È un attacco forte, però Lautaro è Lautaro".

Pesa tanto la presenza del Toro?

"Assolutamente sì, l'Inter ha bisogno di lui per i gol e per il ruolo di capitano. Dà lo spirito giusto alla squadra, è un'assenza importante. Dobbiamo superare questo mese utilizzando al meglio i giocatori che abbiamo".

Altro insostituibile è Calhanoglu, specie per il futuro. 

"È uno di quelli che determinano l'impostazione di una squadra. Abbiamo bisogno che cresca Stankovic e di trovare qualcuno in futuro, ma per ora c'è lui. Però è piacevole vedere un giovane Henrikh Mkhitaryan entrare e vedergli fare ciò che ha fatto nelle ultime partite. C'è tempo".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 16:10
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.