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Repubblica – Inter, dal Covid a Conte: dove nasce il rosso. Ma è già ripresa

MILAN, ITALY - MAY 23: FC Internazionale president Steven Zhang looks relaxed after celebrating the victory of "scudetto" at the end of the last Serie A match between FC Internazionale Milano and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on May 23, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Il quotidiano spiega nel dettaglio la composizione della perdita e illustra i motivi dell'ottimismo in vista del futuro

Alessandro Cavasinni

Il dato è ormai noto: rosso a bilancio per circa 245 milioni di euro. Ma i segnali di ripresa si vedono già e l'Inter è ottimista rispetto al futuro. Lo spiega anche Repubblica, che illustra nel dettaglio la situazione finanziaria del club nerazzurro. "La stagione sportiva 2020-2021 è culminata con la conquista del 19° Scudetto della storia nerazzurra. La stagione in corso prospetta già segnali di ripresa: oltre alla parziale riapertura degli stadi, influiranno la positiva campagna trasferimenti estiva e la sottoscrizione di nuovi importanti contratti di sponsorizzazione globali a testimonianza della continua crescita dell’appeal del brand Inter. Queste azioni consentiranno di ridurre significativamente le perdite del Gruppo", spiega il club nella nota ufficiale.

"A frenare il percorso dell’Inter verso la parità fra spesa e ricavi è però l’ammontare degli interessi sul debito, che grava tanto sulla società (375 milioni di bond da rifinanziare nel 2022, che saranno collocati sul mercato nel prossimo dicembre) quanto sulla controllante (245 milioni finanziati dal fondo Oaktree in cambio del pegno della maggioranza delle azioni) - sottolinea Repubblica -. Dei 245,6 milioni di perdite, 110 possono essere ascritti direttamente all’impatto Covid: 70 di mancati introiti da stadio, compresa la vendita di merchandising a San Siro, più 40 milioni che gli sponsor per contratto hanno potuto non versare, in nome della minor visibilità di un campionato disputato a porte chiuse. A incidere sulle perdite ci sono stati anche 29 milioni di costi aggiuntivi relativi all’area sportiva: 15 per la liquidazione a zero di Joao Mario e Nainggolan, con una minusvalenza rispetto al prezzo a cui erano stati acquistati. Altri 14 sono riconducibili alla buonuscita pretesa da Antonio Conte e ai costi del suo staff. Per quanto riguarda il confronto con l’esercizio precedente, va considerato che sul 2020/21 non sono state iscritte plusvalenze, mentre nel 19/20 c’erano 61 milioni di plusvalenza di cui 50 solo per la vendita di Icardi. E anche guardando avanti nell’esercizio 2021/2022 rientreranno le plusvalenze di circa 75 milioni derivante dalla vendita di Hakimi e Lukaku. Visto che oggi l’Inter perde circa 12 milioni di euro ogni mese, al netto delle plusvalenze il passivo per la stagione in corso potrebbe assestarsi sotto i 100 milioni, mitigati anche da una ventina di milioni di bonus maturati fra luglio e agosto scorsi".

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