Andrea Ranocchia, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato a tutto tondo, anche del fatto che in questo calcio si senta un giovane diverso. Lui si definisce normale, uno che preferisce il supermercato alla discoteca: “Sono una persona normale. Perciò nel mondo del calcio sembro diverso, ma ci sono tanti colleghi tranquilli, come me”. La carriera va al meglio, con l’arrivo all’Inter e l’esordio in Nazionale. Non c’è il rischio di montarsi la testa: “Sono felice perché la carriera sta andando per il verso giusto. Non c’è il rischio di montarsi anche perché ho 22 anni e non 18. Ne ho viste di tutti i colori, dalle tribune agli infortuni, alle sconfitte. Ringrazio la famiglia e i miei genitori che mi hanno tenuto lontano dai problemi che poi ti puoi portare dentro”. E la discoteca: “Quando ero più giovane ci andavo, ma ora ho mille impegni. Mi perdo negli scaffali del supermercato, mi piace molto cucinare il pesce”. Chi è stato decisivo per la sua carriera: “Tutti e nessuno. Non solo una sola persona”. L’idolo sin da giovane: “Nel 2004, sino a quando ero trequartista, mi piaceva Ronaldo. Divenuto difensore, Nesta. Bei tempi al Perugia, facevo da raccattapalle a Materazzi”.

Come vive Juve-Inter: “Come una grande sfida, proprio come Milan-Roma”. Ma questa è la partita: “Chiunque giochi contro di noi fa la partita della vita. L’importante è giocare da Inter”. Calciopoli: “Una brutta situazione che ha fatto male al calcio. Io vivevo quel periodo da 18enne che passava alla prima squadra”. La sua storia con la Juve: “Lo scorso anno non ho giocato: ero squalificato prima e infortunato poi. A Genova, sono uscito dopo 45 minuti. E perdevamo per 2-0. Ma con l’Arezzo, in Serie B, ribaltammo da 0-2 a 2-2”. Chi toglierebbe alla Juve: “Krasic. Quando punta l'uomo è impressionante. Ma con Zanetti siamo tranquilli. Perché segno poco nonostante l'altezza? Per sganciarmi, mi sgancio. Più che di sfortuna e mancanza di convinzione, credo sia una questione di migliorare il tempismo negli inserimenti”. Gli avversari che l’hanno messo in difficoltà: “Quelli piccoli e rapidi come Miccoli e Lavezzi. Anche marcare Milito era dura. Ho cercato di giocare sempre in anticipo”. Domenica marcherà Toni e Del Piero: “Ora che ho detto così, segnerà Toni”. L’Inter prende molti gol: “La nostra filosofia è farne uno in più”.

Nello spogliatoio si fanno tabelle scudetto? “No. Abbiamo il programma del mese e crociamo le partite disputate, anche se ho mandato un sms a Dainelli per chiedergli di fermare il Milan. Andare di gara in gara è la filosofia di Leo, una persona positiva che non ho visto mai arrabbiato”. Pronostico: “Vince l’Inter per 2-1. Segna, come detto, Toni e poi due dei nostri, non importa chi”.
 

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 12 Febbraio 2011 alle 09:15 / articolo letto 8329 volte / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alberto Casavecchia