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Moratti non ci sta: “San Siro stadio degli stadi. Io farei a meno del nuovo impianto”

MILAN, ITALY - MARCH 09:  Massimo Moratti attends the 110th FC Internazionale Anniversary Ceremony Award at Hangar Pirelli on March 9, 2018 in Milan, Italy.  (Photo by Vincenzo Lombardo - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

L'ex presidente: "Basterebbe mettere a posto il Meazza. Non credo che nemmeno i tifosi abbiano a cuore questo stadio nuovo"

Christian Liotta

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, racconta il suo legame con lo stadio di San Siro dalle colonne dell'edizione milanese de La Repubblica. "La mia prima volta? Chissà, sarà stato nel 1949 o nel 1950… Quello è uno stadio con una sua storia che è parte della storia di Milano ed è fatta anche di sentimenti. Perché Inter e Milan dovrebbero continuare a giocare al Meazza? Perché San Siro è lo stadio degli stadi, un impianto che è sempre stato considerato ottimo per vedere le partite. Certamente mi dispiacerà quando verrà demolito, ma non perché penso che sia un monumento intoccabile. Per i tifosi e anche sotto il profilo sportivo il Meazza va benissimo, al limite basterebbe metterlo a posto. Non credo che il nuovo stadio stia particolarmente a cuore ai tifosi. Non ho sentito nessun appassionato dire: 'Se non si fa è un disastro'. Ai frequentatori di San Siro, e parlo non solo di chi segue il calcio ma anche di chi va a vedere i concerti, la vita non cambierà».

Ma allora perché si fa? "È un’operazione che interessa più le società per motivi economici e finanziari e il Comune dal punto di vista urbanistico. Non conosco i conti dei club, ma avranno fatto i loro calcoli e trovato una convenienza. Per il resto, non mi sembra che la gente non ci dormisse la notte senza un nuovo stadio. Io ne avrei fatto a meno, sì. Capisco le esigenze di modernizzazione, anche se per i tifosi, sinceramente, non mi sembra rappresentino un problema. In ogni caso si potrebbe sempre ristrutturare l’esistente perché è uno stadio fantastico".

Moratti parla del progetto del 2008 realizzato da Stefano Boeri: "Ma quella era un’impostazione diversa. Allora si pensava a realizzare due stadi e, visto che non c’era la certezza di chi tra Inter e Milan sarebbe rimasto a giocare a San Siro, ognuno studiava soluzioni alternative per conto proprio. Però si trattava di fare un secondo impianto, tra l’altro più piccolo, continuando a mantenere in vita il Meazza. Nessuno pensava di demolirlo". Moratti, in conclusione, mostra scetticismo sulle tempistiche: "Si inizia a costruire il nuovo, si lascia il cantiere per le Olimpiadi e poi si butta giù l’attuale...Anche questa mi sembra una strana soluzione".

 

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