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L’esempio dei bomber e la ‘prima’ di Stefan. Dzeko & Vidal: l’esperienza premia

MILAN, ITALY - OCTOBER 19: Arturo Vidal of FC Internazionale celebrates with teammates after scoring their team's second goal during the UEFA Champions League group D match between FC Internazionale and FC Sheriff at Giuseppe Meazza Stadium on October 19, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Getty Images)

Considerazioni a mente fredda su Inter-Sheriff 3-1

Stefano Bertocchi

Quasi due anni esatti. È il lungo lasso di tempo intercorso tra le ultime due vittorie dell'Inter a San Siro in Champions League: il 23 ottobre 2019 il Biscione superava 2-0 il Borussia Dortmund tra le mura amiche; il 19 ottobre 2021 ritrova invece i tre punti con il 3-1 allo Sheriff Tiraspol. Un tris disegnato da Dzeko, Vidal e De Vrij che riapre prepotentemente il discorso qualificazione.

ESPERIENZA SCACCIA GUAI - A scacciare via i fantasmi del fastidioso gol (e successo) europeo che non arriva da interminabili mesi ci pensano i due giocatori che contano più presenze in Champions League nel CV: Edin Dzeko e Arturo Vidal, entrambi protagonisti dei primi squilli della serata con gol e assist. Prima il cileno spizza con la cresta la palla disegnata dal corner di Dimarco: il bosniaco ringrazia e la scaraventa in rete con un preciso e complicato sinistro al volo che sblocca la gara e fa finalmente esplodere San Siro. Poi è il 9 a ricambiare il favore, servendo all’ex Barça la palla del 2-1 che indirizza la gara sui binari giusti. Alla faccia dei 35 e dei 34 anni segnati sulle due carte d’identità.

L’ESEMPIO DEI BOMBER - Che l’Inter volesse a tutti i costi i tre punti nella ‘partita della vita’ (così come è stata etichettata da Milan Skriniar alla vigilia) lo si è visto dall’atteggiamento di grinta e sacrificio dei ragazzi di Inzaghi. Un aspetto di importanza vitale che può essere condensato in due gesti tecnici inusuali messi in mostra da Lautaro Martinez e Dzeko, nelle vesti di difensori aggiunti. Al 29’ il Toro perde una palla velenosa e concede la ripartenza allo Sheriff, ma è diligente nell'applicarsi in una generosa corsa all’indietro conclusa con un contrasto pulito in area. Stessa scena replicata dal compagno di reparto nella ripresa, quando chiude un contropiede avversario con una diagonale difensiva da riproporre nelle scuola calcio. E l'aggiunta di un disimpegno elegante - con colpo di tacco - che strappa i meritati applausi del pubblico nerazzurro. Quando (anche) i bomber danno l'esempio.

LA ‘PRIMA’ DI STEFAN - Anche se il vizio c'è, il principale compito di De Vrij non è certo quello di fare gol, ma di evitarli. E di solito gli riesce bene. Nella serata europea però è particolarmente ispirato e decide esagerare, svolgendo entrambe le mansioni per la prima volta in stagione: se difensivamente è perfetto nel gestire l’uno contro uno con il più rapido Traoré e nel guidare sapientemente la linea a tre, in fase offensiva punge con la letale girata da bomber di razza che vale il definitivo 3-1. Facendolo sembrare un Dzeko qualsiasi anche all’occhio del telecronista. La prima rete in carriera in Champions dell'olandese è la ciliegina sulla torta di una prestazione maiuscola. Il giusto premio per uno dei totem dell'Inter che - da Spalletti a Inzaghi, passando per Conte - è pian piano tornata a recitare sul palcoscenico più prestigioso d'Europa. E che ora si augura di poterlo fare da protagonista anche dopo l'incubo della fase a gironi.

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