angolo tattico

Verona-Inter – Il (doppio) tango di Correa fa sciogliere i nerazzurri. Vidal vede la via

VERONA, ITALY - AUGUST 27: Joaquin Correa of FC Internazionale celebrates his goal with his team-mates during the Serie A match between Hellas Verona and FC Internazionale at Stadio Marcantonio Bentegodi on August 27, 2021 in Verona, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

L'Inter messa sotto pressione dall'Hellas nel primo tempo porta a casa l'1-3 grazie ai cambi determinanti della ripresa: l'analisi tattica del match

Daniele Alfieri

L'Inter di Simone Inzaghi alla prova 'corsara' sfida il Verona di Eusebio Di Francesco, reduce dalla sfortunata sconfitta per 2-3 subita ad opera del Sassuolo. I nerazzurri, subito in testa dopo il 4-0 rifilato al Genoa tra le mure amiche di San Siro, sono chiamati a confermarsi nella prima gara esterna della stagione al Bentegodi: nell'inedito 3-5-2 di Inzaghi, confermata quasi in blocco la formazione che ha surclassato il Grifone, con l'unica eccezione di Lautaro Martinez al rientro dalla squalifica e in sostituzione di Sensi al fianco di Dzeko. Sulla destra Darmian viene preferito ancora a Dumfries, che siede in panchina insieme al più recente acquisto Correa. Nel 3-4-2-1 dell'Hellas c'è l'esordio tra i pali di Montipò e il rientro sulla corsia di destra dell'ex Faraoni. In mediana manca lo squalificato Miguel Veloso, Gunter vince il ballottaggio con Tameze, mentre in attacco Cancellieri unica punta al posto di Kalinic è supportato da Barak e Zaccagni.

Un Hellas ordinato e guardingo nei primi minuti concede poco e nulla all'Inter, che prova a far ruotare il gioco alla ricerca di varchi ma i ritmi sono più bassi rispetto all'esordio scoppiettante di una settimana fa. I padroni di casa mantengono corta la distanza tra i reparti e chiudono le via di passaggio anche grazie alle marcature a uomo, attivate da Di Francesco a tutto campo. Ilic segue come un'ombra Brozovic, che è costretto spesso a posizionarsi sulla linea dei difensori per gestire il primo possesso. La prima chance al 12' per Lautaro, che sfrutta una respinta della difesa veronese ma il suo destro trova la risposta di Montipò: l'azione è innescata da un errore in ripartenza dei gialloblu, con Perisic che sfrutta il buco sulla sinistra e riesce a mettere in mezzo prima del flipper che favorisce il Toro.

Dall'altro lato Handanovic combina il patatrac servendo a Brozovic una palla velenosa su cui piomba in anticipo Ilic, che è gelido nello scavetto con cui supera il portiere sloveno. Dopo il gol l'Hellas acquista fiducia e innalza il suo pressing a ridosso dell'area avversaria, quasi imitando l'Inter vista contro il Genoa a San Siro, mentre i nerazzurri accusano il colpo, si abbassano eccessivamente e soffrono soprattutto gli scambi rapidi di Zaccagni e compagni. Dopo due calci d'angolo consecutivi dei gialloblu, la squadra di Inzaghi si rifà viva in avanti solo su contropiede: Brozovic pesca Calhanoglu largo a sinistra, il turco vede il taglio in mezzo di Barella che nello stacco di testa non inquadra lo specchio. Altri tentativi di reazione sono timidi e prevedibili, è quindi sul risultato sorprendente di 1-0 che si chiude la prima frazione di gara.

Tutta altra musica dopo un solo minuto della ripresa. Eclissato nel primo tempo, Dzeko sulla rimessa con le mani di Perisic sbuca di testa tra le maglie di Magnani e Hongla servendo a Lautaro l'assist del pari: prima disattenzione della partita per la difesa scaligera, Montipò prova ad opporsi come può al Toro che dimenticato tutto solo in area piccola incorna il 50esimo gol in maglia nerazzurra fra tutte le competizioni. Passano 10 minuti e l'Inter sfiora il raddoppio fotocopia: sul fallo laterale di Perisic, Dzeko prolunga di testa per Lautaro che stavolta col mancino anticipa Magnani e chiude di poco a lato. Nel frattempo Di Francesco ha operato la prima sostituzione del match con l'ingresso in difesa di Casale al posto di Ceccherini, poi si gioca la carta Lasagna in attacco richiamando in panchina Cancellieri.

Al 66' doppio cambio anche nell'undici di Inzaghi: entrano Vidal e l'ex gialloblu Dimarco, fuori i croati Brozovic e Perisic. Subito una sortita di Bastoni fa saltare le meccaniche difensive dell'Hellas, ma sull'ottimo sinistro del centrale Montipò si fa trovare pronto e in tuffo devia in corner. I ritmi sono adesso più spezzettati anche a causa delle successive sostituzioni, con l'ingresso di forze fresche e più fantasia negli schemi di gioco: nell'Inter c'è il debutto di Correa che prende il posto dell'autore del gol Lautaro, ma a differenza del Toro l'ex Lazio rende più sciolta l'azione dei nerazzurri partendo dalla trequarti, l'Hellas termina i cambi con Tameze, Sutalo e Dawidowicz che subentrano a Hongla, Faraoni e Magnani.

E all'84' proprio il Tucu offre a Inzaghi il primo tango da ballare. Vidal, in veste di regista alla Brozovic, vede la via per Darmian a destra, l'esterno scatta sul filo del fallo laterale e pennella per Correa che si catapulta in area e batte Dawidowicz nel duello aereo: pallone all'incrocio, stavolta per Montipò è impossibile arrivarci, Inzaghi corre ad abbracciare il nuovo numero 19 nerazzurro, poi si protegge inserendo Sensi e Vecino al posto di Dzeko e Calhanoglu. Il Tucu dopo il gol rimane unica punta, ma è ancora agendo da pendolo al limite dell'area e sfuggendo nuovamente alla marcatura di Dawidowicz che al 94' riceve palla dopo lo scambio tra Vecino e Barella e col mancino in diagonale fredda per le seconda volta Montipò.

Game, set, match, i nerazzurri, messi sotto pressione dall'Hellas nel primo tempo, portano a casa l'1-3 in rimonta grazie ai cambi determinanti della ripresa: Vidal con l'apertura per Darmian che trova la sponda giusta nella testa di Correa, l'hombre del partido (e del mercado?) che nei minuti di recupero si tramuta anche in cecchino per il gol del tris, uguale doppietta personale ed esordio da favola. Inzaghi supera la prova trasferta e si conferma primo (6 punti in due giornate, 7 gol fatti e 1 solo subito), ma rispetto a una settimana fa la sua Inter può contare su nuove risorse, nuove energie e nuove giocate di classe come quelle del Tucu.

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