FC Inter News
I migliori video scelti dal nostro canale

copertina

Il tempo di vivere e vincere con te. A San Siro Inzaghi non trema più

MILAN, ITALY - JANUARY 09: Head coach of FC Internazionale Simone Inzaghi reacts during the Serie A match between FC Internazionale v SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on January 09, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images )

L'analisi a mente fredda di Inter-Lazio

Egle Patané

Che anno è, che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te… Di vivere e di vincere con te. Simone Inzaghi non dimentica l’inno che per anni ha funto da colonna sonora della sua carriera e al secondo confronto in stagione con la sua “prima creatura” si prende la rivincita dell’Olimpico. È il 2022 e quello di ieri con la Lazio è il primo match dei nerazzurri del nuovo anno, secondo del girone di ritorno, iniziato di fatto ieri. A San Siro i nerazzurri recitano un copione dallo sprint meno straripante nella parte iniziale della gara rispetto all’andata ben soppesato da maturità, calma e organizzazione, venute meno all’Olimpico e oggi ormai rodate e marchio di fabbrica. È in quell’infausto pomeriggio del 16 ottobre, infatti, che l’Inter di Simone Inzaghi ha trovato la chiave per sbloccare una quadra che sembra definitiva e convincente più di quanto potesse apparire nelle prime battute. 

IL MIGLIOR ATTACCO È LA DIFESA - È clamorosamente il caso di dirlo persino sul gioco di Inzaghi che con questa Inter ha sovvertito ogni regola. Servendosi della duttilità di cui dispone grazie ai suoi interpreti, il piacentino detta leggi nuove e restando fedele a quell’idea secondo la quale il calcio è prima di tutto gioia di praticarlo tutti sono importanti alla causa. Uno per tutti, tutti per uno e a trovare il gol finora sono ben quindici, lista aggiornata proprio ieri da Alessandro Bastoni, ultimo ad aggiungersi. L’Mvp della partita ieri è per distacco proprio il difensore canterano dell’Atalanta, che non smette mai di stupire e di mostrare qualità e maturità in crescendo anche ai microfoni, dove si presenta sempre più da leader o - per citare lo stesso Inzaghi - con il DNA tipico del campione. Piede educato condito di freddezza e fermezza che fanno del sinistro con il quale ha imbucato Strakosha lo spot del suo calcio: irremovibile e marmoreo con quella spolverata di tecnica e intelligenza che scrivono il nuovo manuale del difensore contemporaneo. "Era quasi due anni che non segnavo, ogni tanto ci vuole" - dice ridendo con un sorriso che la dice lunga su quel divertimento di cui spesso parla e che a guardare questa Inter è difficile non credere: "Il mister ci chiede di spingerci in avanti, È un calcio molto divertente. Ci divertiamo noi e vinciamo quindi continuiamo così". Un monito che piace al buon Simone che questo tabellino - completato da Milan Skriniar che sopperisce al pasticcio combinato con il resto dei compagni sul gol di Immobile - lo parafrasa con un "vuol dire che c’è la partecipazione da parte di tutti". 

VINCIAMO E CONTINUIAMO COSì - Concetto questo fatto proprio. Vincere aiuta a vincere e i nerazzurri questo lo hanno imparato da Conte ancor prima che da Inzaghi malgrado sia proprio con Inzaghi e con la sua (ex) Lazio che hanno assimilato del tutto la dottrina facendone le spese proprio in quel lontano 16 ottobre che aveva gettato la squadra campione d’Italia tra ombre e cupidigia che l’ex laziale però pare aver lasciato giacere tra le mura dell’Olimpico. Meno sprint e brio da adolescente e una maturità da vendere quella sciorinata ieri sotto gli occhi di un pubblico che San Siro si accinge a dover ri-salutare che sottoscrivono la candidatura alla seconda stella tanto ovvia, ’spontanea’ e quasi banale ma solo oggi, un po’ meno lo scorso ottobre quando a puntarci erano davvero in pochi. Calma, lucidità, organizzazione, esperienza e pressione che viene sempre meno al di là dell’importanza del risultato grazie alla fiducia dei propri mezzi veicolata: fiducia nei propri piedi più che nell’atteggiamento, concetto infuso da Inzaghi dall’inizio e tra le righe ribadito ai suoi nella frase finale della conferenza post-gara. Rinforzo in attacco a gennaio? Simone funge da voce fuori dal coro degli allenatori e rifiuta: "No, ho tante alternative, sono pagato per scegliere i giocatori migliori e di volta in volta devo farlo" e questa volta contro la Lazio fa davvero le scelte migliori al netto delle defezioni e pensiero a mercoledì. L’assenza di Calhanoglu aveva preoccupato più di quanto l’Inter ha effettivamente patito e se l’assenza del turco ha imposto un livello di qualità in mezzo inferiore per ovvi motivi, la fisicità di Gagliardini ha giocato un ruolo d’importanza fondamentale, che ha modificato leggermente i volti di un gioco che alla fine dei 94 minuti in campo ha fruttato il risultato atteso e nulla ha da recriminarsi (gol preso a parte). 

CHE ANNO È? CHE GIORNO È? - Questo è il tempo di vincere con te. Le mie mani come vedi non tremano più… E neppure quelle di Simone Inzaghi che ieri con la sua ex squadra, nonché sua prima creatura, sul prato di San Siro ha visto correre certamente le dolcissime malinconie di cui il suo inno parla, trovando il coraggio di vivere (e vincere) intonato da Battisti e venuto meno all’Olimpico ma non ieri, dove il buon Simone pensa bene e agisce meglio: “Vittoria sofferta ma meritata” che rende di nuovo la testa della classifica per un pomeriggio ceduta ai cugini, segnando un solco sul campionato definitivo.

tutte le notizie di