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Il destino, un dettaglio da 20 milioni e i Mali(novskyi) che nuociono

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 25: Ruslan Malinovskyi of Atalanta BC celebrates after scoring the first  goal of his team during the Serie A match between FC Internazionale and Atalanta BC at Stadio Giuseppe Meazza on September 25, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Partita emozionante tra Inter e Atalanta, pareggio giusto ed entrambe con rammarico. Per Dimarco e Piccoli niente appuntamento con il fato

Redazione FcInterNews

Una partita assurda, che non poteva terminare in altro modo se non con un pareggio. Troppo complicato stabilire, in un tourbillon di emozioni del genere, chi meritasse più o meno di portare a casa i tre punti. Un risultato che sta stretto a entrambe, da un certo punto di vista, non alle rivali che godono sempre quando la posta in palio viene condivisa in uno scontro diretto.

DESTINO, NIENT'ALTRO - Il destino non lo puoi sfidare, è scritto. E anche se fai di tutto per impedirlo, quello è. Lo sa benissimo Federico Dimarco, lo sa benissimo anche Roberto Piccoli. Due ragazzi che hanno avuto il match ball di una partita pazzesca sul piede giusto, ma per un motivo o per l'altro non sono riusciti a metterlo a segno. Il primo, sotto la Curva Nord, si è preso la responsabilità di tirare un rigore decisivo ma lo ha mandato contro la traversa (quanto pesava quel pallone?). Il secondo aveva anche segnato e si era goduto il momento a lungo, prima che l'arbitro Fabio Maresca annullasse la rete, la gioia sua e di tutti i tifosi atalantini: VAR, basta la parola. E di conseguenza lo sa anche Samir Handanovic: avesse salvato in tempo quel pallone dal corner, il suo goffo intervento sarebbe stato certificato. Questione di riflessi: la causa di, e la soluzione a una sconfitta.

QUEL DETTAGLIO CHE FA LA DIFFERENZA - Spiace ribadire un concetto che ormai pare assodato, soprattutto dopo la serata di Firenze. Ma l'Inter ha chiaramente un problema in porta. Al di là della fascia da capitano e del ruolo significativo nello spogliatoio, Handanovic anche contro l'Atalanta ha palesato i suoi limiti. La seconda rete orobica nasce da una sua pessima interpretazione. E in più di un'occasione sui tiri avversari è rimasto fermo a guardare. Dall'altra parte, quel Juan Musso, protagonista di diversi interventi decisivi, che a lungo è stato corteggiato dai nerazzurri di Milano ma che alla fine, per un dettaglio, è andato a Bergamo. Il dettaglio? L'Atalanta aveva 20 milioni da spendere, l'Inter no...

SE I MALI(NOVSKYI) VENGONO PER NUOCERE - Non lo abbiamo scoperto ieri pomeriggio, ci mancherebbe. Ruslan Malinovskyi ha un piede sinistro in grado di spaccare le partite in qualsiasi momento. Anche per questo appena riceve palla deve avere sempre qualcuno che gli impedisca di alzare la testa. Eppure, nel primo tempo di ieri per ben due volte è riuscito a prendere la mira da fuori area. E per due volte l'Atalanta ha segnato. Giocatore che prima di impararne a scrivere correttamente il nome ti ha già colpito in modo doloroso e le testimonianze, in Italia, abbondano. Ucraino, tra l'altro: un pessimo avviso di Champions League in vista di martedì.

CORAGGIO O IMPERIZIA? - Con il prossimo impegno, delicato, in Ucraina martedì tardo pomeriggio sembrava logico che Simone Inzaghi concedesse un po' di respiro a qualche reduce della battaglia di Firenze. Un'idea che ha accarezzato la testa di molti suoi colleghi in questo turno di campionato e con le coppe europee alle porte. Invece, taaac, eccola la sorpresa: stesso identico undici proposto al Franchi anche contro l'Atalanta. Neanche una virgola diversa. Eppure questi stessi giocatori avevano subito a lungo la verve dei viola per tutto il primo tempo, salvo emergere nella ripresa. Coraggio o imperizia? Le assenze dei vari Stefano Sensi, Arturo Vidal e Joaquin Correa hanno di certo pesato, e con il senno di poi sono state necessarie le sostituzioni per restituire vivacità a una squadra colpita psicologicamente ma anche un po' in riserva in certi giocatori.

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