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GdS – La UEFA pasticcia e penalizza l’Inter: col Liverpool quasi disperata

GdS – La UEFA pasticcia e penalizza l’Inter: col Liverpool quasi disperata

In poche ore, i nerazzurri passano dall'Ajax alla super squadra di Klopp: il ko di Madrid potrebbe servire da lezione

Alessandro Cavasinni

Dall'Ajax al Liverpool: il sorteggio ripetuto penalizza l'Inter, che in poche ore passa dall'affrontare i campioni d'Olanda - fortissimi ma alla portata - al dover incrociare i favoriti principali assieme al Bayern della vittoria finale della Champions. La storia è nota: come ha spiegato la UEFA, il software che indica l'inserimento nelle urne delle palline ha indicato al responsabile di inserire tra i possibili avversari del Villarreal anche il Manchester United, cosa impossibile visto che provenivano dallo stesso girone. E il caso ha voluto che Arshavin estraesse proprio i Red Devils. Da lì una catena di errori che hanno fatto scattare il ricorso dell'Atletico (accoppiato al Bayern) e costretto la UEFA a ripetere tutto. "A qualcuno va bene, tipo il Chelsea che prende sempre il Lilla. A qualcun altro molto male, vedi il Real Madrid che dal Benfica abbordabile passa al PSG di Messi - riferisce la Gazzetta dello Sport -. Dalla seconda fascia l’Inter poteva sperare soltanto nel Lilla. Poi, in una teorica gerarchia di rivali, l’Ajax era la seconda scelta: quest’anno fa paura, non prende mai gol, Haller segna a raffica, ma tra due mesi chissà. Difficile invece che a febbraio il Liverpool sia tanto diverso da oggi. La fase di transizione della scorsa stagione sembra alle spalle, i Reds hanno ritrovato gioco, motivazioni, profondità, velocità, più Van Dijk e un grande Salah. Servirà la miglior Inter della stagione, perché questa è una vera finale: se i nerazzurri si qualificassero, non troverebbero tante altre rivali più forti. Soltanto Bayern e City. Sarà durissima, quasi disperata, ma l’anno scorso l’Atalanta andò a vincere 2-0 ad Anfield. L’Inter è solida, ha linee di gioco e, adesso, entusiasmo da prima in classifica. Importante non giocare da sconfitti. Il ko di Madrid potrebbe essere stata una lezione importantissima per crescere".

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