Insieme nel Galatasaray, insieme nell'Inter. L'avventura di Alex Nicolao Telles e Felipe Melo prosegue in nerazzurro, dove ritrovano il coach Roberto Mancini, che tanto li ha voluti con sé per affrontare questa nuova stagione. Freschezza, velocità e tecnica da una parte, esperienza, grinta e cattiveria agonista dall'altra per il giusto mix di caratteristiche che l'allenatore jesino cercava per completare questa nuova Inter.

Dopo l'arrivo all'aeroporto di Milano-Malpensa, le visite mediche del caso e i primissimi allenamenti con i nuovi compagni, i due brasiliani si presentano a stampa e tifosi. Ecco le parole del centrocampista classe '83:

Hai temuto di non arrivare all'Inter?
"Paura no, la porta che Dio apre non la chiude nessuno. Ero tranquillo e aspettavo l'opportunità".

Ti dà fastidio che ti definiscano un giocatore cattivo?
"No, io sono così. Questa è la mia forza".

Che Inter trovi e che idea ti sei fatto di questa squadra?
"Trovo un'Inter piena di fame, che vuole vincere. Quando ero qui in Italia l'Inter vinceva sempre, è un piacere essere in una squadra abituata a vincere".

L'Inter è al livello di Roma e Juventus? Cosa pensi di poter dare tu all'Inter?
"Penso di poter dare una mano alla squadra. Credo che l'Inter in ogni torneo sia favorita, poi si vedrà cosa possiamo fare. E' una grande che deve pensare sempre a vincere".

C'è da parte tua voglia di rivincita nei confronti della Juventus? Dove nasce la tua passione per Gary Lineker?
"Mio figlio si chiama Lineker perché il nome piaceva a mio padre. Non c'entra col giocatore. Io penso al presente e al futuro, perché sia bello devo lavorare nel presente. Penso di fare bene qui, quello che è successo è successo. Nel Gala ho fatto la storia, ho parato anche un rigore (ride, ndi) e voglio ripetermi qui".

Come stai dal punto di vista della condizione?
"Io sono più indietro rispetto ad Alex, sono tornato 20 giorni dopo. Mi manca qualcosa, ma per il derby sarò pronto".

Hai detto di essere un cattivo. Ti raccomanderesti per il Fantacalcio visti i cartellini?
"Un giornalista dovrebbe prima dire che Felipe l'anno scorso non è stato mai espulso. Il passato è altro, una persona quando passa il tempo impara, non sono quello di 10 anni fa e ogni anno miglioro nel carattere. Le ammonizioni ci saranno sempre, gioco a centrocampo e se devo fermare un avversario lo fermo senza pensarci".

Perché il numero 83?
"Io sono cristiano. L'83 è il mio anno di nascita, l'8 è l'infinito e il 3 è la Trinità".

Pensi di trovarti meglio in una mediana 'a due' o 'a tre'?
"(Ride, ndi) Penso di giocare e fare bene".

Mancini ti ha voluto per la tua personalità. Pensi mancasse a questo gruppo? Ti senti più responsabilizzato?
"Sull'aspetto caratteriale avere tanti giocatori con forza è tanta roba. Non sono meglio di nessuno, ma posso dare tanto a questa squadra, che è giovane. Magari il club mi aiuterà a tornare in Nazionale. Per quello sono tornato".

I tifosi apprezzano chi dà tutto per la maglia. Pensi di poterli conquistare dal derby?
"No, da oggi che si gioca alle 19.30 (amichevole contro il Lecco, ndi). Poi il derby sarà importante, penso di fare la storia qui come al Galatasaray. Lo dissi al mio arrivo, volevo vincere qualcosa e qui ho le stesse aspettative per entrare nel cuore dei tifosi".

Perché l'Inter ha fatto bene a prendere Telles? Sneijder vi ha detto qualcosa dell'Inter?
"Credo che Alex sia un giocatore con un sinistro magico, è giovane e ha prospettive importanti. Ha voglia di vincere e di andare in Nazionale. E' un vincente, questo è molto positivo. Sneijder? Mi ha detto solo 'in bocca al lupo' e gli ho risposto 'crepi'".

Si dice che in Turchia i tifosi del Besiktas ti abbiano minacciato con la pistola.
"La bugia in Turchia è un problema incredibile, ma amo il popolo turco, quella città, quel paese. Mia moglie è stata bene e abbiamo tanti amici. Tornerò per rivedere quella gente, il resto sono bugie".

FcIN - Tante volte sei stato accostato all'Inter: c'è stato un momento in particolare in cui sei stato veramente vicino?
"Quando ero alla Fiorentina firmai un pre-contratto, mi voleva fortemente Mourinho. Poi non so perché la trattativa si è rallentata. Dopo il primo anno al Gala avevamo ancora parlato, poi il tempo è sempre di Dio e anche se 5-6 anni dopo conta che io sia qui".

FcIN - Come ti vedi in coppia con Kondogbia?
"Lui è giovane, ha una prospettiva importante e ha già un grande nome. Possiamo fare cose importanti, ma non bastano le parole. Dobbiamo lavorare e mettere tutto sul campo".
 

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 3 Settembre 2015 alle 12:54 / articolo letto 46004 volte / Fonte: Appiano Gentile (CO) - Dall'inviato al centro sportivo Angelo Moratti
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1