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Esposito chiama l’Inter: “Il mio sogno è giocare a San Siro con la maglia nerazzurra”

Esposito chiama l’Inter: “Il mio sogno è giocare a San Siro con la maglia nerazzurra”

Il classe 2002 racconta la sua esperienza al Basilea: "Ho bisogno di giocare e di crescere"

Stefano Bertocchi

"Non è una novità che il mio sogno sia giocare a San Siro con la maglia dell'Inter". A ribadire il suo amore per il nerazzurro è Sebastiano Esposito, gioiello di proprietà dell'Inter alla ricerca della definitiva esplosione nell'esperienza in prestito in Svizzera con il Basilea. Ecco i passaggi principali della sua chiacchierata con La Gazzetta dello Sport.

L'impatto con la squadra e con il campionato è stato forse ancora meglio…

"L'inizio è stato positivo, senza dubbio, ma mi sono sempre impegnato per questo. Qui ho subito sentito fiducia. Se c'è quella, si rende ovunque. Qui gioco, ho ottimi compagni e mi diverto. Tutto il resto arriva di conseguenza".

Stanno anche arrivando tanti gol (4 in 5 giornate di campionato)…

"Non so se segno di più, però partendo da lontano ho una maggiore visione dell'azione, ho più opzioni. Il gol resta un mestiere da attaccanti, però in questa posizione riesco comunque ad avere e a creare tante occasioni. Con Arthur, ad esempio, ho un gran feeling".

Come vede l'attacco nerazzurro di quest’anno? Senza Lukaku, ma con Dzeko e Correa…

"Lukaku è un grande campione, ma a livello numerico l'Inter si è rinforzata. Anche Dimarco è stato un grande acquisto. L'anno scorso l'Inter ha dominato dimostrando di avere l’attacco più forte, questo è un altro anno e sarà più difficile confermarsi. Ma sono più completi, possono pensare di lottare anche in Champions. Senza dubbio c'è più abbondanza, Inzaghi ha praticamente due squadre. Lautaro è fortissimo e non è un caso che sia anche titolare nell’Argentina. Oltre tutto, ha ancora un potenziale enorme e può diventare ancora più forte. Mi piace tantissimo anche Alexis (Sanchez), nessuno è come lui nell'uno contro uno. Diciamo che all'Inter avevo dei discreti modelli da cui imparare. A questi si sono aggiunti Dzeko e Correa, due che tecnicamente non si discutono. Senza contare il feeling tra Lautaro e il Tucu alimentato nella Seleccion".

Inzaghi ha preferito puntare su Satriano. Crede che avrebbe potuto essere lei la punta di scorta?

"Credo che le cose siano andate nel miglior modo possibile nell'interesse di tutti. Il prestito è una tappa normale del mio percorso di crescita, perché ho bisogno di giocare e di crescere. Martin è un grande ragazzo e per lui è meglio così, io sono contento di poter giocare con continuità. Quando si è presentato il Basilea non ho esitato e deciso in accordo con la società".

Qual è l'obiettivo di Esposito nel giro di 2-3 stagioni al di là di fare bene in Svizzera? Crede nel ritorno all'Inter?

"Il mio sogno è tornare, non è un mistero, ma ci sono un riscatto e un contro-riscatto. Per il momento sono a Basilea e se vorranno tenermi sarò felice. Ma è risaputo che il mio sogno sia giocare a San Siro con la maglia nerazzurra. L'ultima parola, in ogni caso, spetterà all’Inter".

È entrato nelle giovanili nerazzurre a 12 anni. Cos'ha provato nel vedere un altro prodotto del vivaio, Dimarco, sfondare in prima squadra e segnare il suo primo gol?

"Lui ha cominciato qualche anno prima di me, abbiamo fatto un percorso simile anche se lui ha deciso di andare in prestito da giovanissimo. Sono felicissimo per lui, vederlo esultare dopo il gol mi ha riempito di gioia perché si è visto che ha il sangue nerazzurro nelle vene. Sarebbe bello ripercorrere le sue orme, fare lo stesso percorso. Spero che resti a lungo perché l'Inter ha bisogno di gente come lui".

Cosa è andato storto a Ferrara e a Venezia?

"Non saprei, qualcosa di sicuro. Mi spiace non essere riuscito a dare tutto ciò che avevo e sicuramente ho delle colpe, ma non sono il solo. Io ho bisogno di sentire la fiducia per dare il meglio di me e qui a Basilea ho trovato un allenatore che parla chiaro e fa ciò che dice. Ma non voglio fare polemiche, guardo avanti e sono a Basilea anche per dimostrare che potevo dare di più. Porto comunque con me tatuato il ricordo della A conquistata a Venezia. Diciamo che le prime esperienze lontano dalla famiglia non sono mai facili, ma si cresce e sono a Basilea anche per questo".

Avrebbe preferito riprovare in Italia, magari in una squadra di A?

"Non mi sarebbe dispiaciuto, è ovvio. Ma dopo quasi tre mesi posso dire che Basilea è stata la scelta migliore, perché qui stanno mantenendo le promesse. Chi merita gioca, mi è stato detto, e così è. Oltre tutto, Basilea è una scelta che mi permette anche di crescere come uomo, di imparare una nuova lingua, una nuova cultura, tutte cose fondamentali per un ragazzo della mia età".

Un desiderio?

"Guardo a breve termine, perché ogni giorno posso imparare qualcosa di nuovo. Quindi dico che spero di recuperare in fretta da quest’infortunio. Mi sono fermato proprio mentre le cose stavano andando a gonfie vele, un peccato, non vedo l'ora di tornare. Spero di recuperare in fretta e riprendere da dove ho lasciato".

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