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Eriksen rilancia: “Sogno di rigiocare al Parken. Il mio cuore non è un ostacolo”

Eriksen rilancia: “Sogno di rigiocare al Parken. Il mio cuore non è un ostacolo”

Il danese rompe il silenzio: "Era incredibile che così tante persone sentissero il bisogno di scrivere o inviare dei fiori. Dimostrerò che sono tornato allo stesso livello"

Stefano Bertocchi

"È passato un po' di tempo. Spero che questo video spieghi come mi sento nei confronti di tutti i messaggi, lettere, mail, fiori, pensieri e tutto il resto. Grazie per tutto l'amore". Con questo messaggio e un paio di video pubblicati sui social, Christian Eriksen torna a parlare dopo i tragici fatti di Copenaghen durante Euro 2020.

“Era incredibile che così tante persone sentissero il bisogno di scrivere o inviare dei fiori. Ha avuto un impatto su così tante persone che hanno sentito il bisogno di farlo sapere a me e alla mia famiglia. Questo mi rende davvero felice - ammette l’ex Inter -. Continuano a dire che in ospedale ho ricevuto sempre più fiori. È stato strano, perché non mi aspettavo che la gente mandasse fiori perché ero morto 5 minuti. È stato abbastanza straordinario, ma è stato bello per tutti ed è stato di grande aiuto per me ricevere tutti quei migliori auguri. E la gente mi scrive ancora. Ho ringraziato le persone che ho incontrato di persona. Ma tutti i fan che hanno inviato migliaia di lettere ed mail e fiori - o che sono venuti da me per strada sia in Italia che in Danimarca - li ringrazio tutti per il supporto. Ho ricevuto questo da tutto il mondo e mi hanno aiutato in questo".

Sui piani per il futuro: "Il mio obiettivo è giocare il Mondiale in Qatar. Voglio giocare. Questa è stata la mia mentalità da sempre. È un obiettivo, un sogno. Se sarò scelto è un'altra cosa, ma è il mio sogno tornare. Sono sicuro di poter tornare perché non mi sento... non mi sento affatto diverso. Fisicamente, sono in perfetta forma - assicura Chris -. Questo era il mio obiettivo ed è ancora lontano, quindi fino ad allora giocherò a calcio e dimostrerò che sono tornato allo stesso livello. Quanto è importante la Nazionale in questo processo? Molto importante. Voglio giocare in nazionale ai Mondiali. Il mio sogno è tornare in nazionale e giocare di nuovo al Parken (lo stadio di Copenaghen in cui ha avuto il malore, ndr) e dimostrare che è stato un episodio e che non accadrà di nuovo. Anche in questo caso, sta al ct valutare il mio livello. Ma il mio cuore non è un ostacolo".

 

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