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D’Ambrosio: “Ora felicità doppia pensando dove eravamo. Lukaku? Conta l’oggi”

EMPOLI, ITALY - OCTOBER 27: Danilo D'Ambrosio of FC Internazionale celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between Empoli FC and FC Internazionale at Stadio Carlo Castellani on October 27, 2021 in Empoli, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Intervista del difensore alla Gazzetta: "Favoriti per il titolo? Adesso fa comodo metterci pressione. Dumfries cresce come Hakimi"

Alessandro Cavasinni

Lunga e interessante intervista della Gazzetta dello Sport a Danilo D'Ambrosio, senatore dell'Inter che, dopo tanta polvere, ha raccolto le soddisfazioni meritate con la maglia nerazzurra.

Che cosa si aspetta dal 2022 in una parola?

"Crescita. Non ci accontentiamo anche se confermarsi è sempre più difficile di stupire. Puoi stupire una volta, ma per ripetersi serve qualcosa in più".

D’estate, nella tempesta, si aspettava che andasse così bene?

"Tanti pensavano al peggio, ma nello spogliatoio eravamo molto più tranquilli rispetto a chi guardava da fuori. È arrivato un nuovo allenatore a dare idee senza togliere le basi dello scorso anno: il lavoro di tutti finora è stato egregio".

Per lei che ha mangiato pane duro in passato, questo periodo è ancora più gratificante?

"Io, Handa e Ranocchia, che abbiamo visto il buio, apprezziamo di più proprio perché abbiamo vissuto sulla pelle certi momenti. Io ho visto San Siro andare via per protesta e ora lo sento cantare il mio nome: l’essere partiti da lì e arrivati qua è una felicità doppia".

Se non avesse salvato al 90’ con l’Empoli nell’ultima del 2018-19, l’Inter sarebbe a questo livello?

"Centrare quella Champions ha permesso al club di fare gli investimenti che ci hanno portato qua. Dopo quell’azione, ma anche dopo il gol dell’anno prima nell’altra sfida da Champions contro la Lazio, ho visto un apprezzamento diverso di tutti i tifosi nei miei confronti".

Giusto dire che ormai dovrete guardarvi solo da voi stessi?

"È la matematica, ci prendono se sbagliamo noi... Ma Napoli, Atalanta e Milan staranno là fino alla fine. Adesso fa comodo metterci pressione, ma a lungo siamo stati noi a dover inseguire".

Quanto è stato davvero fuori dall’Inter quest’estate?

"Il mio contratto scadeva e, causa Covid, c’era incertezza attorno. Era indelicato pure parlare di rinnovo. In quel momento due club mi hanno fatto offerte importanti, ma io ho aspettato fino all’ultimo che l’Inter si rialzasse e ho scelto di abbassarmi l’ingaggio perché questi colori sono la mia priorità. Il mio sogno è chiudere la carriera qua".

A Empoli, dopo il gol, ha abbracciato Dumfries: gli è servito? Si sta avvicinando ai livelli di Hakimi?

"Sia Achraf che Denzel hanno avuto difficoltà all’inizio, ma sono diversi loro e il modo in cui gioca l’Inter. La crescita, però, è simile".

Ha visto l’intervista di un suo ex compagno in Inghilterra...?

"Chi, Jorginho?!? Scherzi a parte, su Romelu posso dire che ognuno è libero di dichiarare ciò che vuole e ogni parola ha sempre una conseguenza. Per noi ieri è passato e domani è futuro: conta solo il presente. Conta l’oggi, l’Inter di oggi".

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