L'Inter porta a casa la vittoria con le unghie e con i denti, battendo lo Shakhtar 1-0 con una zampata di Carlos Augusto, nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Alessandro Bastoni. Tre punti, i primi in Champions League in questa stagione, che sono ossigeno puro per i nerazzurri. Come fa intendere Cristian Chivu rispondendo alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa di San Siro: 

Cosa vi siete detti con Mkhitaryan la scorsa estate prima del rinnovo?
"E' un professionista, è importante per il gruppo. Abbiamo bisogno di una persona col suo modo di essere e di fare, quindi abbiamo deciso di andare avanti insieme". 

E' soddisfatto stasera?
"Parto dal presupposto che qualche segno l'ultimo anno di Champions l'ha lasciato. Ho visto una squadra intimorita, la pressione aumenta. Non potevamo permetterci di sbagliare, se l'obiettivo è quello di entrare nelle prime 8. L'approccio è stato buono, poi ci è venuto il braccino. I tre cambi ci hanno dato energia, abbiamo trovato mobilità e le corse giuste, anche serenità nelle uscite. In dieci abbiamo capito che non dovevamo perdere e di sfruttare l'occasione in ripartenza. E' una vittoria che toglie qualche pensiero creato dalle difficoltà in Champions. Ne avevamo bisogno, la vittoria ottenuta così raddoppia l'autostima e l'atteggiamento che deve essere sempre così. Serve più umiltà nell'accettare il fatto che bisogna sporcarsi le mani, che il bello a volte non basta. In dieci contro undici ho visto corse importanti, un attacco alla profondità di Thuram cattivo. Una linea a quattro che ha trovato in Diouf l'uomo che dava una mano. Abbiamo accettato di soffrire in maniera giusta, per questo siamo stati premiati". 

Cosa è successo con Bastoni?
"Ho visto poco, è stato provocato. E' stata una ingenuità, avevo detto al gruppo di non innervosirci. Dovevamo gestire meglio le frustrazioni. Non ho rivisto cosa è accaduto sul secondo giallo perché ero preoccupato di come mettere la squadra in campo. Bastoni sa di aver commesso un'ingenuità, serve lucidità anche davanti alle provocazioni".

Vi siete innervositi per il numero di Alisson?
"No, quello era il nostro miglior momento. Vedevo gli avversari stanchi... Poi un gesto può compromettere tutto, ma fa parte del gioco. In dieci abbiamo messo più attenzioni e più corse. Non potevo fare un 4-3-2 mettendo Pio, ho deciso di lasciare Thuram davanti e ho inserito Luis Henrique per aiutare Diouf. La vittoria è anche merito di Pepo, che ha fatto due parate decisive alla fine". 

Grande reazione in 10, la difesa a 4 vi ha aiutato.
"Vorrei sempre questo spirito, non dobbiamo dare nulla per scontato. Oggi ho visto Barella fare una pressione al 90', nonostante fosse stanco morto. Mi piacerebbe vedere tutto questo anche in 11, nel calcio di oggi serve mantenere una certe energia. Bisogna anche accettare di mettere la partita sullo 'sporco', mantenendo lucidità e fiducia. Ciò che è accaduto in Champions negli ultimi mesi qualche danno l'ha creato, ci prendiamo volentieri questa vittoria. Ora testa alla Fiorentina, una gara altrettanto importante". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 23:57 / Fonte: dall'inviato a San Siro
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.