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A reti ingranate dalla prima alla quinta: a Salerno manita da 103 all’ora

SALERNO, ITALY - DECEMBER 17: Roberto Gagliardini of FC Internazionale scores his team's fifth goal during the Serie A match between US Salernitana and FC Internazionale at Stadio Arechi on December 17, 2021 in Salerno, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images )

L'analisi a mente fredda di Salernitana-Inter

Egle Patané

Ciunga ciunga ciù. Ciunga ciunga ciù la la la la la. Potrebbe tranquillamente iniziare così la colonna sonora di Salernitana-Inter andata in scena ieri sera all'Arechi, dove la squadra di Simone Inzaghi ha sfrecciato dritta e senza alcun impedimento verso la conclusione di un anno solare satollo di soddisfazioni. "Per un allenatore, una rosa e una squadra così, è motivo di orgoglio" ha asserito lo stesso Inzaghi dopo la manita inflitta ai campani, valsa ai campioni d'Italia altri tre punti e un record storico. A marce ingranate dalla prima alla quinta, i nerazzurri corrono, pressano, si muovono liberamente su e giù per tutto il campo e non perdono l'occasione per creare la giocata che spezza l'avversario, evidentemente a disagio al cospetto degli avversari. "Un gioco offensivo ma organizzato" per citare D'Ambrosio che ricalca le dichiarazioni del compagno Bastoni rilasciate un paio di giorni fa alla Repubblica: quest'Inter si diverte e fa divertire. Leggera ma mai superficiale compone geometrie di gioco belle come mai negli ultimi anni senza lasciare crepe difensive e spazio alla fantasia dell'avversario, rendendosi marmorea dietro e duttile davanti.

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO - Non è un caso che il pokerissimo incassato dalla Salernitana porta il nome di cinque marcatori diversi e che, fino a questo momento, sono ben quindici i giocatori di Inzaghi ad aver trovato il gol. "Non importa chi segna, l'importante è vincere" è il mantra spesso ripetuto dai nerazzurri che anche ieri sera si sono guadagnati l'elogio dell'allenatore, "orgoglioso" di allenare una squadra e una rosa sempre disponibile e affiatata al di là delle scelte tecniche. Ancora una volta, a dare quasi un contributo alla vittoria sono i titolari ma anche i subentranti: Lautaro e Gagliardini docet. Entrambi, entrati a gara in corso hanno trovato la rete sottoscrivendo rispettivamente quarto e quinto gol. L'argentino ha firmato il tabellino per la quinta partita consecutiva, raggiungendo il connazionale Icardi riuscitoci nel 2018. L'ex atalantino invece, dopo aver portato freschezza e fisicità a centrocampo compie una giocata che resiste all'urto della pressione avversaria e confeziona il pallone perfetto per il 4-0 di Lauti. E dulcis in fundo trova il secondo gol stagionale che chiude definitivamente una partita mai realmente apertasi.

IMPRESCINDIBILITA' E FIDUCIA - Se i due gol finali rappresentano l'impennata finale che condisce di estasi una gara già di suo meritevole di standing ovation, è Ivan Perisic ad aver innescato la sgasata che ha spezzato il match. Il croato continua la sua corsa verso l'imprescindibilità: corre, pressa, attacca, difende e orchestra passaggi e intese che fino a questo momento hanno reso devastante il gioco di Simone Inzaghi. L'inzuccata sul primo palo è ormai un cavallo di battaglia, oltre che un classico d'autore della coppia Perisic-Calhanoglu, altra pedina insostituibile della Beneamata. È proprio il turco a battere l'angolo propizio al gol del croato ed è ancora lui a servire l'assist (l'ottavo stagionale, a -1 dal record assoluto della storia dell'Inter raggiunto da Candreva nella stagione 2017-18, quando in un unico girone era riuscito a servirne 9) per il gol del tris che Sanchez imbuca con facilità. Il cileno, sempre più in fiducia e in forma dal suo arrivo a Milano, ci ha preso gusto ed esattamente come con nella scorsa gara con il Cagliari parte titolare e segna. Dato a conferma delle parole di Bastoni di qualche giorno fa che ha sottolineato il grande lavoro sull'aspetto umano dell'allenatore piacentino, diffusore di una fiducia che i suoi giocatori ricompensano sul campo. Tra Perisic e Sanchez infatti troviamo un Denzel Dumfries sempre più maturo e in crescita. L'olandese, partita dopo partita, alza sempre più l'asticella di rendimento e self-confidence, quest'ultima irrobustita anche dalla fede riposta in lui dai compagni che continuano a cercarlo affidandogli palloni che l'ex Eindhoven trasforma in aratri in azione con un po' di spazio davanti. Dopo le numerose critiche piovutegli addosso nelle prime uscite, il 2 nerazzurro viene premiato anche dal fato e contro i salernitani mette a segno un gol che vale la storia.

VADO A 103 - Con il gol di Denzel, l'Inter imbuca la centesima rete nell'anno solare, sfondando il muro dei record raggiunto nel 1950, quando i nerazzurri si fermarono a 99. Ma i cento all'ora di Morandi a questa Inter non bastano e nella sgasata di Salerno vengono superati con buona pace degli autovelox. Denzel fa 100, scrivendo un pezzetto di storia del Biscione e Sanchez, Lautaro e Gagliardini alzano la posta: 103 reti messe a segno nel 2021 e una gara ancora da giocare per la staccata finale di un anno bello e soddisfacente come mai di recente. Bello e soddisfacente sì, ma pur sempre meno di questa Inter: bella, sfavillante e tremendamente divertente.

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