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Mourinho: “Sono un risultatista. Nazionali, in Sudamerica si gioca il venerdì”

Mourinho: “Sono un risultatista. Nazionali, in Sudamerica si gioca il venerdì”

Il tecnico giallorosso ha anche ringraziato i tifosi: "Facile tifare una squadra che vince sempre, meno una squadra che vince poco"

Daniele Alfieri

"Il risultato è sempre più importante. Se giochi un calcio offensivo e perdi 5-4 allora è meglio pareggiare 0-0 e prendere un punto". Questo il pensiero di José Mourinho, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli, match in programma domani alle 18 all'Olimpico. "È impossibile essere nei top della classifica senza essere equilibrati. Non bisogna concedere molti gol, ma devi anche segnare per vincere. L'allenatore vuole giocare bene, poi se giochi bene e vinci anche meglio. Io sono un risultatista: penso al risultato, poi se riesco a fare le due cose ancor meglio. La maggioranza delle proposte di gioco in Serie A è il giocare bene".

Spalletti ha detto che le nazionali rovinano i club. "Non commento le parole del mio amico Spalletti - ha risposto Mou -, ognuno ha le sue opinioni. Ci sono delle cose che penso possano migliorare, però la soluzione non è non far giocare le nazionali. Piuttosto, in Sudamerica giocano giovedì notte che per noi europei è venerdì mattina, questo non lo capisco. Una volta l'ultimo giorno era il mercoledì, adesso si gioca praticamente il venerdì. Un'altra cosa che non mi piace è la selezione di 35-40 giocatori per due o tre partite, quando poi magari in 15 non giocano e non si allenano con intensità. Preferibilmente, questi giocatori dovrebbero restare con i club. Questi sono piccoli dettagli da migliorare, la foto generale della situazione è questa. Ora parlano anche di Mondiale ogni due anni, ma non sono cose per me. Sono piccoli dettagli da sistemare, tanti club hanno le stesse situazioni. Vina, Bentancur, Cuadrado giocheranno il venerdì e poi il sabato in Juventus-Roma...".

I tifosi giallorossi hanno capito che la squadra ha margine di crescita. "Posso ringraziare i tifosi per tutto l'appoggio che hanno dato alla squadra e a me. Questa è una dimostrazione chiara del romanismo. Facile essere tifoso per una squadra che vince sempre, meno per una squadra che vince poco. Per me è un'espressione, una dimostrazione nell'atteggiamento della squadra - ha ribadito il tecnico portoghese-. Abbiamo perso due partite, però abbiamo avuto atteggiamento, voglia, qualità e un impegno totale. Penso che un tifoso senta queste cose, magari sbaglio io però questa empatia è basata sulla squadra che abbiamo e sul gioco che facciamo. Abbiamo finito le due partite che abbiamo perso a Verona e contro la Lazio con 8 attaccanti, questo penso che la gente lo veda. Per quanto riguarda il tempo, dico che il tifoso romanista deve capire che c'è un processo che stiamo facendo, serve permeabilità in base ad alcune vostre dichiarazioni. Stiamo vivendo un momento di maturità all'interno del club e nel modo di essere romanista. Il tempo ovviamente è importante perché c'è tanta differenza di punti con le posizioni top e questa differenza non si riduce con poco".

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