"Anch’io vorrei sapere cosa succede. Davvero, ancora non so. Leggo di società interessate, però al momento nessuno mi ha contattato. Magari aspettavano la fine delle finali. Vedremo nei prossimi giorni se qualcuno si farà sentire". Dopo il back-to-back scudetto con l'Inter Primavera, Stefano Vecchi parla ai microfoni della Gazzetta dello Sport della situazione relativa al suo destino di tecnico, divisa tra la permanenza in nerazzurro o l'approdo in una squadra di Serie B. 

Cos’è che può fare la differenza nella sua scelta?
"Con la società siamo d’accordo: se capiterà un’occasione che reputerò valida, andrò via. Ma so benissimo quello che è l’Inter per me: ci sono cresciuto, ci sono tornato, mi ha messo a disposizione tutto per lavorare nel migliore dei modi. E abbiamo vinto tanto insieme, per cui prima di andare via ci penso bene. E già negli anni scorsi ho rifiutato proposte dalla B".

Magari una possibile squadra B potrebbe fare la differenza?
"Non si sa ancora nulla, però sarebbe uno stimolo nuovo, qualcosa di diverso. Vorrebbe dire tornare ad allenare i grandi, fare uno step in più nella carriera. Ma l’anno prossimo ci sarebbe da giocare la Youth League in modo diverso, partendo dalla fase a gironi, e sarebbe una motivazione nuova. Ripeto, non si tratta di dire cosa deve fare l’Inter per trattenere Vecchi, ma cosa capita di altro. Se arriva un’offerta valida sarò libero, altrimenti resterò con il solito entusiasmo e la voglia di migliorare".

E allora parliamo di questa piccola grande impresa: È arrivato il Tripletino…
"Ed è una grande soddisfazione. Abbiamo portato a casa per la prima volta la Supercoppa, che era l’unico trofeo che mancava alla società. E anche rivincere il Viareggio è stato importante: resta un torneo prestigioso, soprattutto per i giocatori. Ma il vero obiettivo era il campionato: il nuovo format ci ha costretto a giocare 30 partite molto impegnative. Lo scorso anno c’era euforia per il titolo, ora grande consapevolezza".

Ci sono giocatori pronti per la prima squadra?
"Essere pronti per l’Inter a 19 anni è difficile, ma abbiamo una rosa di qualità. È vero, nessuno ha fatto partite in A, ma leggere che l’Inter ha un tesoretto grazie ai giovani e che con le loro plusvalenze può non incorrere in sanzioni Uefa è una grande vittoria. Come se avessero giocato tutti in A".

Un grazie speciale va a...?
"Rover lo merita. È stato importante per tutta la stagione e in queste finali, viste le assenze, era l’unico che poteva darmi la scintilla partendo da fuori, pur meritando di giocare titolare. L’ha capito e ha messo la squadra al primo posto. E il gol nella finale è il giusto premio".

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Sezione: Giovanili / Data: Lun 11 Giugno 2018 alle 12:58 / articolo letto 4291 volte
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari