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Pellegrini: “Inzaghi meglio di Conte, non critica la società. S. Siro? Un affare tenerlo”

Pellegrini: “Inzaghi meglio di Conte, non critica la società. S. Siro? Un affare tenerlo”

L'ex patron dell'Inter, tra ricordi e attualità, è intervenuto sulle frequenze di Radio Nerazzurra

Mattia Zangari

Dopo aver confidato di essere pronto ad aderire a un Comitato per tenere in vita San Siro assieme al nuovo stadio, Ernesto Pellegrini ribadisce a Radio Nerazzurra il suo punto di vista sul tema: "Ho parlato col cuore, non è difficile ipotizzare uno studio - le parole dell'ex patron della Beneamata -. Quanti anni ci vogliono per abbatterlo? Portar via tutte le macerie è un macello per chi abita lì. Poi bisogna considerare il mancato guadagno dell'affitto da parte del Comune. Dico la verità, in modo disordinato: so che mantenere San Siro è un buon affare. Se poi Inter e Milan vogliono costruire un nuovo stadio vicino lo possono fare, perché no?".

Le Inter più spettacolari degli ultimi anni.

"Quelle del Trap e di Castagner hanno vinto poco per motivi diversi che magari al mio 85esimo compleanno vi dirò tirandone fuori delle belle".

Si parla dell'aneddoto su Madjer.

"L'ho ricevuto a casa mia prima delle visite mediche, mi aveva colpito in quanto a personalità e simpatia. Avrebbe fatto molto bene all'Inter, ma venne fuori che aveva problemi fisici. Ci sono rimasto male, ma poi arrivò Diaz che colmò bene quel vuoto".

Non era possibile riscattare Diaz?

"Matthaus e Brehme mi avevano proposto Klinsmann, dicendomi di non lasciarmelo scappare. Accadde tutto a dicembre, quando Diaz non era ancora esploso, tanto è vero che Trapattoni gli preferiva Morello. Ecco perché comprai il tedesco, poi chiesi la deroga dei tre stranieri ma il capo del calcio mi rispose di no".

Un errore che non rifarebbe e una cosa che rifarebbe.

"Rifarei l'acquisto di Rummenigge, un uomo di una eleganza e simpatia incredibili, oltre che il più grande centravanti al mondo all'epoca. Una cosa che non rifarei è l'esonero di Bagnoli, mi è rimasto un po' dentro: non meritava, ma purtroppo ebbi un evento infelice che mi portò a prendere decisioni sbagliate".

Meglio Conte o Inzaghi?

"Preferisco Inzaghi che sta facendo molto bene, è uno taciturno, uno che non spara sulla società perché si accontenta dei giocatori a disposizione. Ha costruito un'Inter stupenda, che gioca bene e segna tanti gol. Sorridono tutti nel gruppo perché i giocatori si trovano bene".

Dell'Inter di oggi di chi si sarebbe innamorato?

"Preferirei non fare nomi, sono tutti giocatori ottimi. Non c'è il campione alla Rummenigge, ma se ne devo dire uno dico Barella perché assomiglia un po' a Matthaus ma con meno potenza. Io avevo previsto 7-8 mesi fa che l'Inter avrebbe rivinto lo scudetto".

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