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Paura, lacrime e speranza: gli attimi del malore di Eriksen vissuti a Copenaghen

Paura, lacrime e speranza: gli attimi del malore di Eriksen vissuti a Copenaghen

Una storia toccante, vissuta a pochi metri dallo stadio negli attimi del malore di Eriksen

Niccolò Anfosso

Immagini dipinte di paura che rimarranno negli annali del calcio. Una miscela di emozioni e sensazioni negative che in un attimo travolgono lo spirito umano. L'episodio di Christian Eriksen ha scosso il mondo intero in quegli istanti che ti gettano inesorabilmente nelle agitate ombre nere temendo che il peggio sia in procinto d'avvenire. Una storia di vita la racconta il Daily Mail: un padre passeggiava per Sankt Jakobs Plads, una pittoresca piazza da cui, oltre a una chiesa, si può osservare il Parken Stadium, teatro in cui s'è disputata Danimarca-Finlandia il fatidico pomeriggio di sabato 12 giugno. Si chiama Peter Mondrup, aveva appena lasciato la propria abitazione in seguito al malore del capitano danese e stava meditando l'imponderabile: "Mi stavo preparando a dire ai miei figli che Christian era morto - spiega - ma come posso dirgli cos'è successo al loro eroe? Come posso davvero spiegargli che ciò a cui hanno assistito ha avuto il peggior risultato possibile?".

Poi un flashback, un breve ritorno al passato vicino, all'istante, ai secondi che hanno lasciato tutti col fiato sospeso: "All'inizio abbiamo sorriso pensando si fosse inciampato, poi abbiamo subito capito che era successo qualcosa di serio, ho mandato subito i miei figli più piccoli fuori dalla stanza, avevamo tutti le lacrime agli occhi. La televisione danese ha immediatamente tagliato le immagini di Christian in cura dai paramedici dopo l'orrore delle compressioni toraciche iniziali. Io e il mio amico Lars siamo scesi in piazza, c'era un silenzio tombale, tutti piangevano, si sentivano solo le tv nelle abitazioni, una raffigurazione che mi rimarrà impressa per tutta la vita".

Le speranze di Peter sembrano affievolirsi col trascorrere incessante dei minuti : "Quando ho visto che lo portavano via con le lenzuola bianche ho pensato che fosse morto, non arrivavano aggiornamenti". La folla numerosa della piazza che stava assistendo alla partita, nel frattempo, si era silenziata in un amen: "Alcuni se ne andavano, non potevano guardare, altri controllavano lo smartphone, un clima surreale", spiega Nathan Rowe, cameriere di un bar della piazza fulcro della capitale. Poi il sollievo, il rassicurante messaggio apparso sullo schermo dell'emittente nazionale: "Eriksen è vivo e in ospedale". Una massiccia presa d'aria, applausi seguiti da nuovi applausi, 45 minuti di film horror, poi è tornato il sereno sopra il cielo di Copenaghen... in città stavano nascendo nuovi Supereroi.

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