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Gli aneddoti di papà Inzaghi: “La telefonata con Lukaku. E stravede per Eriksen”

ROME, ITALY - JANUARY 08: (L-R) SS Lazio coach Simone Inzaghi poses for a picture with his father Giancarlo Inzaghi during the celebrations for the 120th Anniversary of the SS Lazio at Castel Sant'Angelo on January 8, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi /Getty Images)

Inzaghi senior racconta il figlio Simone e i suoi primi passi nel mondo Inter

Alessandro Cavasinni

Lunga intervista della Gazzetta dello Sport a Giancarlo Inzaghi, papà di Simone e Filippo. Molto interessante la parte in cui Inzaghi senior parla dell'allenatore dell'Inter. "Conosceva tutti alla Lazio, quella era casa sua. Però ha capito che era arrivato il momento di staccarsi e all’Inter si è subito inserito bene - racconta -. Mi dice che è contento, che i dirigenti sono molto bravi, che hanno saputo reagire benissimo alla cessione di Lukaku e alle difficoltà economiche".

L'aneddoto su Lukaku - "Il giorno della svolta, Mone era a Milano Marittima. Squilla il telefono e sul display appare il nome del belga. “So già cosa mi vuoi dire”. Lukaku gli ha ribadito che nei pochi allenamenti fatti insieme si era trovato benissimo con lui, ma che non poteva fare altrimenti. Mio figlio ha provato a convincerlo: “Qui sei il re, a Londra sarà diverso”. Ma non aveva chance. È stata una cessione pesante, “come perdere tre giocatori in un colpo solo”, mi ha detto. Però poi ha responsabilizzato gli altri, spronandoli a far vedere che sono forti e competitivi anche senza Lukaku.

Su Dzeko - "Appena è arrivato ad Appiano, Mone gli ha detto: “Era l’ora che giocassi con me, nei derby mi hai sempre dato molto fastidio”. È il suo modo di vivere il gruppo: battute, ma anche severità. Nello spogliatoio della Lazio sa quante volte sono volate le bottigliette? Una volta Hoedt lo fece arrabbiare e mio figlio fu durissimo. Il lunedì seguente il difensore gli chiese un colloquio per scusarsi, ma Mone gli disse che gli avrebbe parlato solo il venerdì pomeriggio: l’ha lasciato quattro giorni a macerare".

Correa - "Non l’ha voluto perché lo conosce, ma perché lo considera fortissimo e in grado di fare la differenza giocando in coppia con qualunque altro attaccante".

Eriksen- "È dispiaciutissimo per i suoi problemi di salute, anche perché ne avrebbe fatto il perno della squadra. Mone stravede per lui, speriamo possa risolvere tutto e tornare a giocare".

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