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Gianfelice Facchetti: “San Siro, giusto porre domande. Vedo due nodi su tutti”

Gianfelice Facchetti: “San Siro, giusto porre domande. Vedo due nodi su tutti”

L'intervista a Tuttosport sul futuro dell'impianto milanese

Redazione FcInterNews

Il dibattito su San Siro è apertissimo e c'è chi, come Gianfelice Facchetti, ha di recente pubblicato un libro per celebrarne la storia. Il figlio del grande Giacinto non ha ancora aderito al Comitato "Sì Meazza", ma da cittadino chiede chiarezza. "Non sono un tecnico, ma credo sia legittimo porre domande su un tema così sentito, ascoltando anche le ragioni di residenti e tifosi - dice a Tuttosport -. Se è giusto farlo, facciamolo pure. Ma è necessario confrontarsi pubblicamente per arrivare a questa conclusione. Invece, in questo caso, non si è parlato della questione in campagna elettorale perché sarebbe stato delicato farlo. Poi, rapidamente dopo le elezioni, la giunta ha deliberato la pubblica utilità del nuovo stadio senza spiegare nei dettagli perché non possa avvenire la ristrutturazione del Meazza".

I nodi, per Facchetti, sono soprattutto due. Il primo riguarda la possibile ristrutturazione dell'attuale impianto. "Secondo me, quei progetti non sono stati davvero presi in considerazione", dice. Altro punto dolente, la capienza dello stadio. "Non vedo in giro altri grandi club europei che, passando dal vecchio a un nuovo impianto, hanno ridotto la disponibilità di posti. Anzi, molti l'hanno aumentata. Attualmente San Siro può ospitare 76mila spettatori. Il nuovo stadio ne prevede 63mila, dei quali 12mila dedicati agli ospiti delle zone per gli sponsor nella tribuna principale. Milano è sempre stata abituata a pensare in grande, anche nel calcio. Uno stadio con una capienza di poco superiore a quota 60mila non mi sembra rispondere a questo comandamento cittadino".

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