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CdS – Inter, 11 punti persi da situazioni di vantaggio: episodi, ma non solo

MILAN, ITALY - OCTOBER 31:  Head coach of FC Internazionale Simone Inzaghi reacts during the Serie A match between FC Internazionale and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on October 31, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Il quotidiano romano analizza le continue rimonte subite dai nerazzurri che ne stanno penalizzando la classifica

Alessandro Cavasinni

Oggi il Corriere dello Sport esamina i numeri dell'Inter e porta alla luce un dato che sicuramente sta incidendo sulla classifica dei campioni d'Italia: in 12 partite di campionato, i nerazzurri hanno perso ben 11 punti partendo da situazioni di vantaggio.

Il quotidiano romano riconosce il peso di alcuni episodi che hanno influito negativamente su queste rimonte subite, come ad esempio l'essere rimasti in 10 a Genova negli ultimi 20 minuti per il ko di Sensi, il rigore fallito da Dimarco nel finale con l'Atalanta, il rigore contestatissimo per la Juve all'85', la baraonda con la Lazio e l'autorete di De Vrij nel derby più il rigore sbagliato da Lautaro. "Insomma, ce ne sarebbe abbastanza per appellarsi alla casualità e magari pure alla sfortuna. Ma la ripetitività e la concentrazione di certe situazioni non possono non indurre ad un’analisi più profonda - si legge -. Tanto per cominciare, se l’Inter, una volta in vantaggio, avesse trovato il modo per staccare ulteriormente gli avversari, allora certi episodi o circostanze favorevoli sarebbero state assorbite con meno danni e conseguenze. In questo senso, è significativo che le 7 vittorie in campionato, come le 2 in Champions, siano arrivate sempre con almeno due gol segnati: impossibile, finora, vincere con un semplice 1-0. Eppure le grandi squadre, nel momento in cui faticano a fare gol, devono comunque essere in grado di gestire la partita, mantenendo il possesso palla, palleggiando, fino ad “addormentare” il gioco, tutto a discapito degli avversari. Inzaghi paga anche il fatto di non avere in rosa un vero attaccante da contropiede. Tra Lukaku o Hakimi, invece, a Conte era sufficiente una ripartenza per spegnere le velleità di rimonta della squadra rivale. Chissà che a gennaio questa lacuna non venga colmata…".

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