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Adani: “Eriksen insostituibile. E l’Inter non deve mollare nelle difficoltà”

Adani: “Eriksen insostituibile. E l’Inter non deve mollare nelle difficoltà”

"Lo scorso anno quando l’Inter ha avuto Eriksen in forma ha staccato il Milan, è il giocatore che ti dà i tempi e ti semplifica la manovra", ha aggiunto

Redazione FcInterNews

Presente come di consueto in diretta sulla ‘Bobo TV’, Lele Adani analizza così il match perso dall’Inter sul campo della Lazio: “L’Inter ha giocato fin qui quattro grandi partite tra Champions e campionato e non ne ha vinta nemmeno una. Ha sempre avuto la possibilità di vincere, ma non ci è riuscita perché non è riuscita a giocare 90’ ad alti livelli. Contro la Lazio ha subito il pareggio, ma non c’era ragione per cui sia dovuta uscire così dalla partita. L’Inter deve imparare a stare in partita anche nelle difficoltà”.

Prosegue l’analisi di Adani: “Dall’anno scorso la squadra ha cambiato tre giocatori sostanzialmente e di questi tre l’unico che non è sostituibile è Eriksen. Nessuno di quelli presenti in rosa si avvicina al danese. Lo scorso anno quando l’Inter ha avuto Eriksen in forma ha staccato il Milan, è il giocatore che ti dà i tempi e ti semplifica la manovra. Ma secondo me la prima cosa che deve recuperare l’Inter è la capacità di stare in partita anche nelle difficoltà. Contro il Real Madrid la partita doveva e poteva mantenere il pareggio, invece ha preso un gol confezionato da due ragazzini. La stessa cosa è successa contro la Lazio. Sarri è un allenatore fantastico, se la Juve l’avesse confermato ora sarebbe stato al terzo anno e chissà cosa poteva portare. L’Inter anche quando gioca bene deve essere più schiacciante, più dominante. Non ha quella cattiveria e quella spietatezza che aveva l’anno scorso, quando sentiva l’odore del sangue”.

Sull’episodio del gol di Felipe Anderson: “Al di là di Dimarco a terra, è stata una dormita. L’Inter ha preso gol in cinque contro due. Sicuramente se fossi passato affianco a un giocatore a terra, la palla l’avrei messa fuori perché questo sono ed ero io da giocatore. Poi magari lo avrei insultato dopo se avessi capito che faceva finta”.

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