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Schelotto ricorda: “Il gol nel derby? Ecco cosa mi disse Moratti a fine partita”

MILAN, ITALY - FEBRUARY 24:  Ezequiel Matias Schelotto of FC Internazionale Milano celebrates his goal during the Serie A match FC Internazionale Milano and AC Milan at San Siro Stadium on February 24, 2013 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L'amarcord del Galgo ai microfoni di 90min.com

Mattia Zangari

Amarcord e aneddoti nell'intervista esclusiva rilasciata da Ezequiel Schelotto a 90min.com. Tra questi anche il racconto del gol segnato dal Galgo nel derby di Milano del 24 febbraio 2013: "Arrivai durante il mercato invernale, l'allenatore era Stramaccioni e l'Inter aveva campioni del famoso Triplete di Mourinho. A tre settimane dal mio arrivo, si giocava il Derby di Milano - ricorda l'argentino -. Per la prima volta da quando me n'ero andato dall'Argentina venne a vedermi tutta la mia famiglia. Sono entrato e nel secondo tempo il mister mi mise sulla destra. Dopo 30', entrai in area di rigore, Nagatomo crossò al centro e Mexes si scontrò con Palacio. Poi saltai e colpii di testa. Quando la palla è entrata mi sono venuti i brividi nel vedere San Siro così pieno di tifosi. Quando la partita è finita, mi cercò Massimo Moratti. Mi toccò la spalla e mi tenne abbracciato per tutto il tragitto nel tunnel. A un certo punto mi disse: 'Vedi tutto questo Ezequiel? Sei entrato ufficialmente nella storia dell'Inter per tutta la vita'".

L'argentino, che oggi milita nel Racing, ha spiegato il significato di condividere lo spogliatoio con un'icona della Beneamata come Javier Zanetti: "Lui ha avuto una carriera che parla da sola. Ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con campioni straordinari come Milito, Zanetti, Cambiasso, Stankovic, Chivu e Cordoba, giocatori che hanno vinto tutto e per questo li ho osservati minuziosamente. Dopodiché mi toccò andare in altri club e dimostrare quello che avevo imparato. Un altro che mi incantava era Antonio Cassano che ho avuto come compagno all'Inter e al Parma. Era un pazzo, però era un pazzo gentile. Le cose che ha fatto in campo sono state impressionanti, era sempre due passi avanti rispetto a qualsiasi giocatore. Mi diceva che quando prendeva la palla poteva passarmela anche con gli occhi bendati. Ma ho imparato tanto anche dai miei avversari come Pirlo, Ibrahimovic, Ronaldinho, Cristiano Ronaldo, Benzema. Tutti giocatori immensi".

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