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Andreolli a InterTV: “Atalanta squadra forte ma l’Inter ha le qualità per fare bene”

Andreolli a InterTV: “Atalanta squadra forte ma l’Inter ha le qualità per fare bene”

Così l'ex nerazzurro esprime le sue sensazioni pre-gara ai canali ufficiali del match

Egle Patané

Torna in campo l'Inter di Inzaghi che dopo la trasferta del Franchi torna a San Siro, dove questo pomeriggio ospiterà l'Atalanta di Gasperini. Ospite speciale di Inter Tv è l'ex nerazzurro Marco Andreolli.

Che sensazioni provi oggi, di nuovo a San Siro anche se non da calciatore?

"Emozionante ugualmente, mi avete fatto tornare allo stadio dopo quasi due anni dopo questa brutta situazione vissuta da tutti, quindi grazie per questo invito qui a San Siro e avermi permesso di vivere questa emozione".

Quali sono i punti di forza dell'Atalanta?

"Ce ne sono tanti. È una squadra che fa della prestazione fisica e dell’agonismo un punto di partenza fondamentale. È una squadra che gioca tanto sull’uno contro uno, senza palla, mette in campo tanta aggressività specie nei primi venti, venticinque minuti. È sempre difficile prendergli le misure e venir fuori dalla prima pressione ma l’Inter ha le qualità per evitare questo. Sarà fondamentale la tanta qualità degli uomini nell'uscire da dietro soprattutto a inizio gara".

Sul gol segnato all'Atalanta nel

"Era l’ultima sfida prima della sosta, eravamo primi in classifica, è stata una prima a San Siro in campionato dal primo minuto bella, emozionante e la ricordo sempre con molto piacere. Speriamo sia di buon auspicio per oggi".

Su Handanovic:

"È quello che negli anni è cresciuto di più. Quando leggo alcune critiche nei suoi confronti mi viene da sorridere perché credo ci abbia davvero abituato bene negli anni mantenendo sempre alto il livello delle prestazioni e quando commette un piccolo errore, specie per un portiere e se hai un po’ di sfortuna capita di prendere gol, viene messo tutto in risalto. Samir fa parte di quella generazione di giocatori che quando hanno iniziato a giocare giocavano diversamente. Ora tutti gli allenatori chiedono ai portieri di giocare pure con i piedi e Handa era cresciuto con un’impostazione di gioco diversa e negli ultimi anni, ripeto, si è adattato molto bene in tal senso. Nell’impostazione di gioco da dietro, soprattutto con l’Atalanta, il portiere è l’uomo in più e oggi credo verrà chiamato tanto in causa, la sua partecipazione sarà importante". 

Sul suo gol all'Atalanta nel dicembre 2006:

"Era l’ultima sfida prima della sosta, eravamo primi in classifica, è stata una prima a San Siro in campionato dal primo minuto bella, emozionante e la ricordo sempre con molto piacere. Speriamo sia di buon auspicio per oggi”. 

Su Handanovic:

"È quello che negli anni è cresciuto di più. Quando leggo alcune critiche nei suoi confronti mi viene da sorridere perché credo ci abbia davvero abituato bene negli anni mantenendo sempre alto il livello delle prestazioni e quando commetti un piccolo errore, poi nel ruolo del portiere, e se hai un po’ di sfortuna capita di prendere gol, viene messo tutto in risalto. Fa parte di quella generazione che quando ha iniziato a giocare il suo ruolo era diverso. Ora tutti ti chiedono di giocare pure con i piedi, lui era cresciuto con un’impostazione diversa e negli ultimi anni si è adattato molto bene ed è molto importante. Nell’impostazione di gioco da dietro, soprattutto con l’Atalanta, il portiere è l’uomo in più e verrà chiamato tanto in causa, sarà importante la sua partecipazione. 

Su Barella:

"Molti aspetti che si notano quando è in campo li ha pure fuori come ragazzo. È come in campo, tanto generosità, tanto movimento, non sta mai fermo e zitto neanche quando mangia. È un ragazzo pieno di vitalità ed entusiasmo".

È vero che lo chiamavate radiolina?

"Sì. A volte diventa quasi fastidioso, in senso buono. Non smette mai di correre, son contento della crescita che ha avuto da quando è arrivato qui. Aveva già messo in luce grandissime qualità al Cagliari altrimenti non sarebbe arrivato qua, ma lo vedo migliorato sotto tanti aspetti e questo mi fa molto piacere. Nonostante quello che ha già fatto ha ancora 24 anni quindi mi aspetto da lui che cresca ancora e magari qualche gol in più".

Barella-Brozovic:

"Li trovo complementari in questo momento, ma credo abbiano tanti aspetti in comune, non solo la corsa e la qualità. Secondo me Barella è un Brozovic di qualche anno fa, quando giocava in un ruolo diverso e non aveva raggiunto la maturità di adesso. Li vedo molto simili in alcune caratteristiche". 

Sugli esterni:

"Scontro molto importante sulle fasce, ma è una partita in cui ci saranno tanti uno contro uno e chi riesce a vincere questi duelli individuali riesce poi a portare a casa il risultato".

Dzeko - Zapata:

"Dzeko e Zapata hanno caratteristiche simili soprattutto dal punto di vista della fisicità, poi i due giocatori sono un po’ diversi, Dzeko ha più qualità nel ricevere palla spalle alla porta, smistare palloni e mandare in porta i compagni. Zapata invece è più simile a Lukaku nel saper attaccare gli spazi e nella prestanza fisica quando parte palla al piede, sarà da tenere d’occhio ma i difensori nostri sono in grado di farlo".

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