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Van der Poel a FcIN: “De Vrij nasce centrocampista. È meglio di De Ligt, vi spiego”

Van der Poel a FcIN: “De Vrij nasce centrocampista. È meglio di De Ligt, vi spiego”

Il primo allenatore di Stefan lo racconta: "Spostato in difesa per i problemi finanziari del Feyenoord. Ora viene rispettato anche in Olanda"

Simone Togna

Colonna dell’Inter e della Nazionale olandese. Roccia difensiva che unisce la classe dei grandi numeri 6 alla solidità degli stopper vecchio stampo. Ragazzo rimasto di una semplicità rara, che nonostante di lavoro svolga la professione del calciatore non si sente come molti suoi colleghi un Dio in terra. Christ van der Poel, il suo primissimo allenatore, in esclusiva per FcInterNews racconta Stefan de Vrij: fortissimo sul verde, amabile fuori dal campo. “Lo conosco da quando aveva 4-5 anni. Venne con suo padre al vv Spirit per vedere proprio il papà giocare. Io tra l’altro ero stato proprio suo compagno di squadra”.

Quale è il suo primo ricordo di Stefan?

“Quello di un ragazzino che giocava sempre a calcio. E che anche in tenera età mostrava un’ottima tecnica. Quando il vv Spirit permise a quei bambini, prima considerati troppo piccoli, di allenarsi in squadra, Stefan si destreggiò molto bene”.

Che tipo di persona era ed è fuori dal campo?

“Era timido, educato, uno che stava ad ascoltarti. Capiva perfettamente come dovesse agire, era già molto sveglio e intelligente per la sua età. Al primo allenamento si vedeva avesse maggiore talento degli altri: la sua tecnica di base era ottima. E già aveva cognizione della panoramica degli spazi”.

Aveva capito fin da subito potesse arrivare in un top club?

“Non ero rimasto sorpreso dal fatto che venne preso dal Feyenoord nell’open day in cui fu invitato Stefan. Ebbe un ottimo impatto anche nell’accademia giovanile, facendo il suo debutto a soli 17 anni”.

Ma è vero che inizialmente giocava a centrocampo?

“Quando era nelle giovanili del Feyenoord giocava a centrocampo, ma tutto cambiò quando arrivarono dei problemi finanziari e venne data la possibilità ai giovani calciatori di mettersi in mostra. Mario Been, il suo primo allenatore dell’epoca, lo spostò in difesa. Dopo nemmeno una gara si capiva sarebbe diventato un grande giocatore. Era calmo, forte, e anche senza una velocità incredibile, la sua capacità tattica lo portava sempre nella miglior posizione da coprire”.

Uno studente modello.

“Può dirlo forte. Quando è arrivato in prima squadra, ha comunque proseguito gli studi. È una persona motivata, uno di quelli che vuole imparare qualcosa ogni giorno. Si pone degli obiettivi e migliora. Non solo nel calcio”.

Continuate a sentirvi?

“Sono stato con Stefan ai tempi della Lazio. E lui mi mostrò come analizzava la partita. Prese in considerazione ogni evento per capire come e dove migliorare, ne rimasi piacevolmente colpito”.

Titolarissimo nell’Inter, titolare anche nella vostra Nazionale. Con De Ligt in panchina.

“Non era mai successo che un difensore olandese vincesse il titolo di miglior difensore della Serie A. Da quando Stefan ha ottenuto questo personale riconoscimento, ha ottenuto più rispetto in Patria. Diciamo che prima i media non gli riservavano l’attenzione che avrebbe meritato. Per questo è bello vedere che Van Gaal riconosca il suo talento e lo abbia fatto partire titolare in tutte e tre le ultime partite. Come sempre ha giocato da re. Forte, concentrato, senza errori e lasciare chance agli avversari”.

Meglio lui o De Ligt?

“Per me la risposta è semplice. Ovviamente De Ligt è un ottimo calciatore, ma è giovane e deve ancora imparare molto. La differenza più grande è che De Ligt si fida della sua velocità, il che significa che non è sempre posizionato correttamente tatticamente, il che si traduce in più falli. De Vrij è sempre nella giusta posizione, legge la partita e sa quel che accade. È forte pure nell’impostazione del gioco ed è un difensore più che affidabile. Non spettacolare, ma fa quel che deve. Lei conosce un difensore più forte di Stefan in questo momento?”.

Si capisce sia fiero di lui.

“Assolutamente. La cosa più bella è che Stefan sia rimasto Stefan. Calmo, gentile e simpatico. Tutti noi siamo orgogliosi di lui”.

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