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Rush a FcIN: “Liverpool-Inter senza favoriti. Nerazzurri superiori al Milan”

MADRID, SPAIN - JUNE 01: Ian Rush, ex Liverpool player places the UEFA Champions League trophy on podium prior to it being presented to Liverpool following the UEFA Champions League Final between Tottenham Hotspur and Liverpool at Estadio Wanda Metropolitano on June 01, 2019 in Madrid, Spain. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Il gallese analizza la sfida di Champions: "Salah e Lautaro i giocatori chiave. Chi passa il turno può arrivare fino in fondo"

Simone Togna

Gol, record e bel gioco. L’Inter di Simone Inzaghi, oltre a dominare le statistiche, si trova con merito al primo posto della Serie A. E mentre in Italia la stragrande maggioranza dei tifosi (nerazzurri compresi) danno i meneghini per spacciati contro il Liverpool, all’estero non è così. Anzi, c’è chi come Ian Rush, leggenda dei Reds, pensa che Lautaro Martinez e compagni possano fare il colpaccio. E addirittura arrivare sino alla fine della Champions League. “Sarà certamente un doppio scontro godibile, tra due ottime squadre che hanno un’ottima reputazione – le parole in esclusiva per FcInterNews del gallese -. Le premesse sono ottime, non vedo l’ora si sfidino”.

Nel primo sorteggio l’Inter aveva pescato l’Ajax, il Liverpool il Salisburgo. Possiamo dire che entrambe le compagini siano state sfortunate?

“Assolutamente, alla prima estrazione era andata meglio, ora è più difficile per tutte e due. Ma se vuoi vincere la Champions League devi comunque affrontare le migliori squadre d’Europa”.

Chi è favorito?

“Forse il Liverpool, ma è difficile dirlo. Anzi direi che in generale non ci siano favoriti. L’Inter è leader in Serie A, ha perso sinora nel massimo campionato italiano solo una partita”.

Il Liverpool ha già battuto il Milan. Pensa che l’Inter sia più forte dei rossoneri?

“Sì, certamente. Per i Reds sarà un’eliminatoria molto più difficile”.

Chi è secondo lei il migliore giocatore dell’Inter? Dzeko e Lautaro possono fare bene contro la difesa inglese?

“Tutto il collettivo è forte, altrimenti non sarebbero primi in classifica. Certamente sono d’accordo con lei che i giocatori che ha nominato siano molto temibili”.

Cosa significa giocare ad Anfield? Davanti ad un pubblico sempre caricante?

“L’atmosfera a Liverpool quando si gioca è sempre fantastica, il pubblico è il dodicesimo uomo in campo. Specialmente però quando scendi in campo nei match europei. A volte quando gli avversari scendono in campo ad Anfield, hanno bisogno di 20-30 minuti per carburare perché percepiscono la pressione dei tifosi”.

La coppa d’Africa, con Salah e Mané convocati, potrebbe mettere i bastoni tra le ruote del Liverpool?

“È difficile da dire oggi. Certo, qualora questi due fantastici giocatori non potessero affrontare l’Inter, sarebbe una grave perdita per i Reds”.

Pensa che la vincente di Inter e Liverpool possa vincere la Champions?

“Sì, le squadre inglesi sono molti forti. Non dimentichiamo poi il Real Madrid. Chiaramente se l’Inter eliminasse il Liverpool, avrebbe delle possibilità di arrivare sino in fondo”.

Che tipo di eliminatoria si aspetta? Chiusa o con tanti gol?

“In questa stagione il Liverpool segna tanto. Normalmente per una partita così direi che ci potrebbero essere poche reti, invece questa volta me ne immagino parecchie. I Reds creeranno molte occasioni, ma lasceranno anche spazio agli avversari. Saranno in tal senso decisive quindi gli attacchi ma pure le difese”.

Quali possono essere, da una parte e dall’altra, i giocatori decisivi?

“Salah e Lautaro”.

Lei ha giocato per la Juventus. Crede che l’Inter sia più forte dei bianconeri?

“In questo momento probabilmente sì. I bianconeri stanno attuando alcuni cambiamenti per tornare alla normalità. La classifica è chiara: l’Inter è prima, la Juventus lotta per un posto Champions”.

Cosa ricorda del suo passato a Torino?

“Non me la sono goduta per 15 mesi. Non ero, diciamo così connesso, ma fu comunque una grande esperienza per me. Diventai un giocatore migliore e la Juventus resta sempre la Juventus. In Serie A il calcio è difficile per un attaccante, dato che ci sono i migliori difensori del mondo”.

Anche adesso?

“Sì, direi di sì”.

Si era detto avesse avuto problemi con la nostra lingua. E che solo Laudrup parlasse inglese.

“Guardi, in campo si parla un linguaggio universale, quello del pallone. Fuori il danese mi diede una mano. E poi fui fortunato nel poter tornare al Liverpool”.

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