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Lentink a FcIN: “Dumfries esempio per gli sportivi”. Poi quell’aneddoto in auto

Lentink a FcIN: “Dumfries esempio per gli sportivi”. Poi quell’aneddoto in auto

Il portiere della Nazionale di Aruba parla del nuovo esterno dell'Inter: "Ha lavorato sodo per arrivare al livello attuale e per raggiungere i suoi scopi"

Simone Togna

Oggi difende con orgoglio la maglia della Nazionale olandese. È stato uno dei migliori dello sfortunato europeo Orange e da poco ha esordito con l’Inter. La carriera di Denzel Dumfries è al top, per una storia di coraggio, lavoro, resilienza e capacità. Anni fa infatti il laterale, anche per farsi conoscere e grazie alle sue origini, aveva accettato la convocazione della Nazionale di Aruba. Matthew Lentink, portiere 28enne della Nazionale caraibica, che oggi vive in Olanda, gioca da semi-professionista e lavora anche come fisioterapista, in esclusiva per FcInterNews racconta l’incontro nel 2014 con l’attuale calciatore nerazzurro.

Quante partite conta con la Nazionale di Aruba?

“Nove presenze. E spero di essere ancora selezionato per le prossime gare nel giugno del 2022”

Qual è il suo primo ricordo di Dumfries?

“Siamo in macchina, ad Aruba. Stiamo parlando del futuro e il team manager della Nazionale gli chiede che cosa si aspetti. Lui, senza esitare, risponde immediatamente che disputerà solo quelle due imminenti partite. ‘Giocherò per Aruba perché voglio essere convocato dalla Nazionale olandese'. Proferì quelle parole quando faceva parte di un’accademia giovanile in un club di amatori nei Paesi Bassi. Dimostrò davvero la sua determinazione nel diventare un professionista”.

Cosa ha pensato quando lo vide giocare per la prima volta?

“La sua prima presenza fu contro Guam. Voltandomi indietro riconosco che sin da allora aveva lo stesso stile di gioco di quello attuale. Ah, esordì con un gol semplicemente fantastico”.

Che persona è Denzel fuori dal campo?

“Un bravo ragazzo, ride sempre. Uno di quelli su cui sempre contare, in campo e fuori”.

Come si allenava?

“È l’esempio di qualcuno che magari non è il più talentuoso del mondo, ma che lavora sodo per raggiungere grandi obiettivi”.

Adesso gioca per l’Inter. Si può sostenere sia un esempio per tutti gli atleti di Aruba?

“Penso sia un esempio per gli atleti di tutti gli sport, non solo per i calciatori. Ha sempre creduto in sé stesso e ha lavorato sodo per arrivare al livello attuale e per raggiungere i suoi scopi. Quando è nato il mio piccolino, ho detto a Denzel che sarà preso come esempio per mio figlio. Questo semplifica quanto io lo ammiri”.

È ancora in contatto con lui?

“Ora e sempre. È una persona molto conosciuta, per questo penso sempre abbia altro da fare, rispetto al rispondermi. Quindi non voglio disturbarlo troppo. Ma quando ho bisogno di qualcosa, lui mi aiuta sempre”.

Cosa ha pensato quando ha letto che Denzel avrebbe firmato per l’Inter?

“Ero eccitato e orgoglioso di lui. Ora giocherà per uno dei club più grandi di tutto il mondo”.

Pensa possa crescere ancora?

“Adesso è all’Inter, un top club, di una città bellissima. Disputerà la serie A e la Champions League. Penso sia solo una questione di tempo per vederlo titolare tra i nerazzurri”.

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