Dodici striscioni, 30 mila volantini e 360 mila domande per dire basta, per chiudere La Stagione Maledetta e ripartire, per lasciarsi alle spalle forse l’annata peggiore degli ultimi 20 anni o quasi. La Curva Nord ha voluto in tal modo dare un segnale forte e preciso che così non si può più andare avanti, servono chiarezza, idee, un progetto condiviso e uomini, non solo giocatori, in grado di riportare l’Inter dove merita, per tornare in vetta a lottare per i traguardi più importanti. Basta piangersi addosso, compatirsi, parlare di infortuni, errori arbitrali, sfighe varie e soprattutto basta con questa abitudine alla sconfitta che non ha niente a che fare con il Dna dell’Inter. Dopo 14 anni i tifosi nerazzurri torneranno al cinema, già da settembre, a leccarsi le ferite, così come la squadra che dovrà trovare nella tranquillità del campionato la forza per rinascere dalle sue ceneri.
Dopo la lenzuolada da 12 domande della Curva ci ha pensato il leader silenzioso – solo all’esterno - dello spogliato interista Esteban Cambiasso a suonare la carica, finalmente. Il Cuchu l’ha fatto capire senza mezzi termini “Se non siamo in Europa – ha detto – è semplicemente perché non ce lo meritiamo”. Basta scuse o alibi, piangere e prendersela con la sorte. C’è bisogno di voltare subito pagina per lasciarsi tutta la negatività alle spalle. Lo scivolone di Alvarez sul dischetto deve essere il punto di non ritorno, quello da cui l’Inter deve rinascere subito, già dalle prossime due partite contro Genoa e Udinese, per l’onore, i tifosi e quella maglia con i colori del cielo e della notte che deve incutere timore agli avversari, non fare paura a chi la indossa, nonostante infortuni e avversità varie.
Le parole di Moratti invece erano già arrivate dal garage di San Siro prima della partita ma dopo la sconfitta numero 15 con la Lazio sono state ancora più chiare. Il presidente ha fatto capire per la prima volta forse dal post-triplete che ci saranno importanti cambiamenti, sia nella squadra che in società, che adesso è arrivato il momento di rispondere con i fatti alle 12 domande della curva, che nonostante le vacche magre e indipendentemente dall’arrivo di nuovi soci e nuovi capitali arriveranno giocatori da Inter. Mai come domenica sera, Moratti come il primo e ultimo dei tifosi, ha fatto capire di volere di nuovo una grande Inter. La fiducia i tifosi la devono avere nelle sue parole, nella sua faccia determinata, nella sua voglia di chiudere questo triste capitolo della storia del Biscione e ripartire.
Autore: Marco Barzaghi / Twitter: @marcobarzaghi
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