Tre parole riassumono questo disastroso finale di stagione: "Non da Inter". Un'affermazione generica, totalizzante, pungente. Che secondo me riassume meglio di qualunque alibi, di qualunque infortunio e di qualunque traguardo, quello che mortifica da circa sei mesi a questa parte quell'entità, quella maglia e quei colori che fino a due anni fa rappresentavano il meglio del calcio italiano, di quello europeo e anche di quello mondiale: l'Fc Internazionale Milano. Non da Inter: la classifica, le condizioni della rosa, il gioco della squadra, le dichiarazioni post-partita, il trattamento riservato dalla classe arbitrale e un'altra infinità di cose in cui temo di dovermi dilungare fin troppo.
Fin da piccolo, ho sempre provato un'ammirazione particolare per l'Inter. Qualcosa che non si può ridurre alla parola tifo, soprattutto da quando seguire questa squadra è diventato un lavoro. Preferisco chiamarla stima. Stima nei confronti di uno stile unico che con classe ed eleganza si è sempre distinto dall'indifferenziato che ho sempre intravisto nel calcio italiano. Un calcio fatto di menzogne, frasi di circostanza, campionati in mano alla Questura. E da appassionato di calcio, trovo quantomai triste vedere l'Inter ridotta così. Una crisi che giornalisticamente offre numerosi spunti: mercato (rivoluzioni in vista), polemiche (errori arbitrali), tormentoni (Leonardo, Stramaccioni, Combi, etc.). Ma nulla, nulla di quello che io amo definire "da Inter".
L'Inter di oggi naviga a vista in un mare di problemi e di incertezze in cui non intravedo una terraferma o una base solida a cui poter appoggiarsi per ripartire l'anno prossimo. Dopo tredici anni, salvo colpi di reni dell'ultimo momento, mancherà anche l'Europa, piccola o grande che sia. Ed è forse questo l'unico segnale che potrebbe far sorridere qualcuno. Perché ci sarà più tempo per ricaricare le pile e focalizzarsi sul campionato. Ma anche questa, è una consolazione non da Inter. E pensare che tutto questo accade dopo una stagione disastrosa (miracoloso sesto posto in campionato nell'anno dei tre allenatori) e dopo un mercato che tra rinunce e addii malinconici, è costato comunque caro alle casse della società di corso Vittorio Emanuele.
E' fallito totalmente il primo tentativo vero e proprio di rifondazione dal dopo Triplete in poi. Non saprei individuare un colpevole, uno solo. Ma tutti, dai giocatori all'allenatore, dai dirigenti allo staff hanno contribuito in parti diverse a rendere l'Inter, quella che non è più: un'Inter non degna di questo nome. Lo sa bene il presidente Moratti: un uomo per cui spenderò sempre parole positive. Ci ha messo passione, soldi, impegno, rabbia, cuore, energia. Ma da solo non basta a trainare un qualcosa che non funziona. Non credo alla sfortuna e alle maledizioni, ma forse per far sì che si venisse a creare una situazione così disastrosa, qualcosa di astratto ci avrà pure messo lo zampino.
Dispiace che in tutto questo turbine di negatività, si svaluti una rosa che a parer mio non ha nulla da invidiare a nessuna delle prime sette squadre del campionato italiano. Dispiace che in tutto questo si svaluti anche il talento del tecnico. Stramaccioni ha dimostrato di poter fare ottime cose in un ambiente sereno, forte e motivato. Ma alle prima difficoltà, ai primi casi (Sneijder in primis) si è fatto travolgere dalla cascata di problemi. Ed ora è il primo che non riesce a uscirne: nemmeno a parole. Ha ragione quando ricorda di non aver attaccanti in rosa attualmente, quando parla di tre tendini d'Achille saltati e altri traumi che poco hanno a che fare con il lavoro di campo. Ma i problemi dell'Inter si intravedevano da prima di questa tragicomica serie di episodi sfortunati. Esattamente da quel 3 novembre 2012, giorno in cui un'Inter solida e corsara violò per la prima volta lo stadio dei futuri Campioni d'Italia. Da lì in poi una serie di situazioni che pian piano sono sfuggite e che hanno portato al terremoto di questi giorni. E l'emblema della rottura è forse quel litigio prima della trasferta di Catania tra Stramaccioni e Cassano. Uno scenario imprevedibile a inizio stagione, quando ci si divertiva insieme alle simpatiche gag di una coppia - che per empatia - sembrava inseparabile.
Bisogna ripartire il prima possibile, preferibilmente da subito, senza aspettare regali dal mercato o svolte miracolose nel prossimo anno. Perché le svolte non sono mai improvvise. E per farlo, l'Inter dovrà ritrovare prima di tutto (anche dei risultati) una mentalità degna del nome che porta. Quando parlo di mentalità mi riferisco anche al modo di vivere le sconfitte: quando ti chiami Inter, aver dato tutto, nonostante tutto e contro tutto... non è tutto. E scusate il gioco di parole.
Autore: Mario Garau / Twitter: @MarioGarau
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 08:00 GdS - Palestra-Inter, atteso un nuovo rilancio. Il giocatore è convinto che...
- 00:10 Dumfries: "Real? Adesso non posso parlare, ma sono felice"
- 00:00 Grazie Bosnia ed Erzegovina
- 23:40 Michelsen racconta: "Attoniti quando abbiamo visto Eriksen accasciarsi"
- 23:25 Atalanta, Scamacca: "Sogno lo Scudetto. Idoli? Ne ho tanti"
- 23:10 SI - Inter, Cambiaso opzione prioritaria se dovesse saltare Palestra
- 23:03 Thuram spettatore dell'Olise-show: zero minuti per l'interista in Francia-Irlanda del Nord
- 22:51 Mondiale, Dumfries scalda i motori: 90' in Paesi Bassi-Uzbekistan
- 22:33 Rampulla: "Inter grande squadra, con 2-3 innesti può lottare in Champions"
- 22:18 GdS - Calhanoglu, il Fenerbahçe non molla. Ma per l'Inter resta intoccabile
- 22:04 Italia ok con la Grecia, Baldini: "Negli spogliatoi festa come se avessimo vinto un trofeo"
- 21:50 Dei de(re)litti e delle pene: Casa Milan tra Cesare Beccaria e un golpe bianco impossibile
- 21:36 Calha, telenovela turca già finita(?). Più credibile 'La mamma dei cani'
- 21:23 Paolillo torna nel mondo del calcio? Un club di D prova a coinvolgerlo
- 21:10 Sky - Inter-Palestra, trattativa in standby: ecco la richiesta dell'Atalanta
- 20:55 Francia-Irlanda del Nord, le ufficiali: Marcus Thuram parte dalla panchina
- 20:40 Paesi Bassi, Timber salta il Mondiale: al suo posto Geertruida
- 20:26 Mondiale, l'Argentina fa le prove generali con l'Islanda: Lautaro con Messi
- 20:12 Venezia, confermato interesse per Satriano. Destino legato a... Morata
- 19:57 Monza, cambia il direttore sportivo: ufficiale l'addio di Burdisso
- 19:43 Kvaratskhelia ripensa a PSG-Inter 5-0: "Non ci siamo mai fermati"
- 19:27 Turchia, Calhanoglu: "Mondiale, bella emozione. Cercheremo di dare tutto"
- 19:14 In attesa di cedere Palestra, l'Atalanta tratta Savona con il Nottingham
- 19:00 Rivivi la diretta! PALESTRA-INTER, è questa la SETTIMANA GIUSTA? PERICOLO UNITED su ESPOSITO, le PAROLE di AUSILIO
- 18:45 Moretto: "Stankovic, priorità all'Inter: vuole restare a Milano"
- 18:30 Esposito: "Nazionale, giorni bellissimi. Esordienti? Non mi sento una guida"
- 18:21 Il messaggio di Eriksen: "Sono a casa, sto bene". E Lautaro gli sta vicino
- 18:15 Pio Esposito, gol e sportellate: dall'Italia segnali per il futuro nerazzurro
- 18:00 Frattesi, quale futuro? Roma pista non semplice da percorrere
- 17:47 L'ass. Cosenza: "Tutti vogliono Milano, Roma e Napoli a EURO2032"
- 17:33 Galli: "Calhanoglu centrale nel progetto perché l'Inter vuole la Champions"
- 17:20 Quiz a Lautaro: "Il gol più visto? Quello nell'EuroDerby contro il Milan"
- 17:06 De Bruyne ricorda: "Dopo l'infortunio di Napoli-Inter ho avuto paura"
- 16:52 Il Monza conferma Bianco. L'esordio in A contro l'Inter al Meazza
- 16:37 Panchina Nazionale, Mancini favorito su Conte. Crolla la quota di Baldini
- 16:23 UFFICIALE - Fiorentina, Grosso nuovo allenatore: "Garantisco serietà"
- 16:09 Franceschini: "Ai giovani serve più minutaggio. Le Under 23 fanno bene"
- 15:55 Spoiler Zazzaroni: "Chivu si aspetta uno sforzo da Oaktree per Palestra"
- 15:40 Conte, Sartori, Chivu: tre attestati per continuare a insistere su Diouf
- 15:30 No di Sommer al rinnovo: non voleva fare il vice. Provedel è in arrivo
- 15:16 Soncin: "Bartoli titolare frutto del rapporto coi club. Ottima con la Serbia"
- 15:02 Castagnini: "Anche a Frosinone giovani di valore, non c'è solo Esposito"
- 14:49 Hernanes e David Suazo protagonisti della festa degli IC della Calabria
- 14:34 Carragher: "Yamal contro l'Inter è stato eccezionale in entrambe le partite"
- 14:24 Weekend, i risultati delle rappresentative giovanili nerazzurre
- 14:15 A Spor - Telenovela Calha-Fenerbahçe conclusa? No, ora lo vuole Yildirim
- 14:09 Micoud: "Thuram non può fare l'esterno. All'Inter gioca con un'altra punta"
- 14:01 Il flop Gabigol e la tentazione di andar via: l'aneddoto di Ausilio
- 13:51 Paesi Bassi-Giappone, Maeda avvisa Dumfries: "Ecco come lo fermerò"
- 13:42 Fabregas: "Nico Paz resta? Non si sa. Lui al Como è molto contento"
- 13:35 Il Manchester United osserva Pio Esposito: scout alle due gare dell'Italia
- 13:24 Akanji: "Ecco come ho iniziato con il calcio. Amo questo sport perché..."
- 13:10 Jones vuole l'Inter, il Liverpool lo sa. La richiesta è destinata ad abbassarsi
- 12:55 Il 19 settembre San Siro compie 100 anni. Col museo di Inter e Milan?
- 12:41 Il Messaggero - Palestra, si attende il rilancio Inter. Provedel dipende da Mandas
- 12:26 Ausilio, l'esempio di Akanji e una delle linee guida sul mercato dell'Inter
- 12:20 Gravina: "La lista degli stadi per Euro2032 successo del mondo del calcio"
- 12:13 Hecking, DS Wolfsburg: "Vedendo ieri Eriksen abbiamo ripensato al 2021"
- 12:05 CdS - Gila in partenza? Lotito ha fatto una promessa a Gattuso
- 12:00 videoDa SPALLETTI a CHIVU: l'INTER di nuovo VINCENTE del direttore AUSILIO. E sul MERCATO tante CONFERME
- 11:58 Eriksen, il medico della Danimarca sicuro: "Presto tornerà a casa"
- 11:51 Le sliding doors di Thuram all'Inter: il racconto di Ausilio
- 11:44 Il DS della Nazionale danese Møller: "Eriksen deve smettere? Valuterà lui"
- 11:35 Nessun accordo col Norimberga: Beatrix Fördös fa ritorno all'Inter Women
- 11:30 Real Madrid, il rieletto Perez annuncia Mourinho: "Torna uno dei migliori"
- 11:15 Via Dumfries, ecco l'identikit fatto da Ausilio del sostituto
- 11:02 SI - Kamaté, aumenta l'interesse: si fa avanti un club turco
- 10:46 CdS - Berenbruch-Cagliari, Giulini ha una speranza
- 10:32 Nesta: "Inter ancora davanti a tutte l'anno prossimo"
- 10:18 Gli "sportivi" esaltano Esposito: una garanzia, gol e spallate. Il futuro dell'Italia è lui


