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editoriale

Signori, i limoni

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 18:  Nicolo Barella of FC Internazionale celebrate with team-mates after scoring the third goal during the Serie A match between FC Internazionale and Bologna FC at Stadio Giuseppe Meazza on September 18, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

L'editoriale di FcInterNews.it

Egle Patané

Signoraaaaa, i limoni. Diceva il celeberrimo video diventato virale sul web qualche anno addietro. Un video che poco c’entra con l’Inter e il calcio, almeno fino a maggio. Per semplice gioco linguistico infatti il suddetto video è stato riesumato e riproposto all’occorrenza nel fantastico mondo che è il web. L’occorrenza in questione, inutile sottolinearlo, fu l’arrivo di Inzaghi sulla panchina dell’Inter come successore di Antonio Conte. E con altrettanto spirito opportunistico del momento ce ne serviamo quest’oggi. 

Signoraaaa, i limoniiii. I limoni? Sì, i limoni. Antico rimedio contro acidità e bruciore di stomaco… Questi sconosciuti oggi agli interisti. Probabilmente solo a loro. Facendo un passo indietro rispetto al 6-1 rifilato ieri al Bologna tra le mura (e i cori) amici del Meazza, potremmo scorgere i primi malumori e disfattismi immediatamente sorti al triplice fischio del 2-2 rimediato contro la Samp. Sottotono, poco cinica e lucida, irresoluta e inconcludente, sono stati i più carini dei giudizi dopo il pari del Ferraris, il tutto confezionato da quell’implacabile nostalgia morsa allo stomaco che porta il nome di Lukaku e Hakimi. Poi il quasi totale disfattismo aleggiato dopo il ko contro il Real. 

Se ci fosse Conte…

Inzaghi non ascolta, fa orecchie da mercante e fa la cosa che meglio gli riesce: studiare, pianificare, giocare. Ma anche vincere. E contro il Bologna l’Inter sfoggia il suo abito migliore. Non il più bello, ma il più comodo. E con la presunzione di chi sa esser sexy senza indossare paillettes, sfoggia il migliore dei suoi outfit casual e fa stragi di cuori. Sei gol totali, tre per tempo, uno più entusiasmante dell’altro, uno più decisivo dell’altro. “Beh, decisivo… in un match di campionato contro una squadra di media classifica, un po’ esagerato” ribadirebbe qualcuno. Eppure le sei reti messe a segno dai nerazzurri hanno trascinato con sé una nota di merito dal peso non trascurabile. Subito deciso e decisivo il ToroMartinez, che in score dopo soli sei minuti sancisce con prepotenza e potenza la leadership di cui si è caricato. Capitano senza fascia e trascinatore per natura ha scardinato le certezze del Bologna, oltre che della traversa beccata in pieno con tanto di sospiro di Skorupski.

Sospiro d’altra natura invece quello tirato dai nerazzurri al 29esimo, quando dopo uno scontro in area con un avversario, il Tucu Correa è stato costretto ad abbandonare il campo seminando qualche preoccupazione. Un cambio prematuro e sulle prime leggermente angosciante che però non distrae gli interisti in campo, immediatamente reattivi e pronti a ribadire la forza mentale di cui al momento dispongono con il più classico dei gol dello slovacco Milan Skriniar. Una rete che vale il perdono dopo l’occasione d’oro ad un passo dalla porta divorata contro i blancos martedì scorso e sottoscrive una lucidità resa scintillante quattro minuti dopo dal più burlone, ma mai in campo, degli interisti: Nicolino Barella. Prima rete stagionale per il 23 sardo che fino a questo momento in campionato ha sempre partecipato ad almeno un’azione da gol: un gol contro il Bologna e tre assist, uno per ogni match precedente.

Ma non è finita, e alla parata del gol si aggiunge l’uruguagio Matias Vecino, prima volta titolare e prima volta in gol dopo un aggancio da manuale abbatte l’incolpevole ma trafitto Skorupski. Una garra charrua espansa a macchia d’olio e che abbandona i confini uruguaiani e contagia tutta l’FC Internazionale, mai affaticata, sempre in partita anche  nei momenti di non possesso palla, utili a rifiatare e lasciar scaricare un avversario colpito e definitivamente affondato dopo la doppietta di Edin Dzeko che in cinque minuti fa calare il sipario di un Meazza che pian piano torna a riempirsi e finalmente a rumoreggiare. Un rumore che tutto sa tranne che di spiacevole e che al contrario cancella le reminiscenze del penoso e tormentoso sguardo al passato che le due gare precedenti avevano causato insieme alla deprimente cogitazione mossa su Denzel Dumfries, prontamente sacrificato sull’altare dei lapidati. Corsa, gamba, senso di misura, inserimenti e cross sciorinati dall’olandese contro gli uomini di Mihajlovic, condannandoli alla sofferenza prolungata,  hanno regalato all’ex PSV luci, applausi e qualche sano pizzicotto ai magistrati dal giudizio facile. 

“Penso che abbiamo fatto molto bene in entrambe le partite” dice Inzaghi in conferenza nel paragone tra la partita di martedì e quella di ieri- “oggi è andata meglio, ma bisogna guardare a tutto e non solo al risultato”. E proprio guardando a tutto ad oggi il mito pare sfatato: giocare divertendo(si) e vincere non è poi un binomio impossibile da incastrare. 

E allora c’è da da dirlo: signoriiiii, i limoni.

 

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